
Veleni, calunnie e falsità sono da sempre una specialità della ditta. Ma in queste elezioni regionali la Repubblica sta superando se stessa. Per averne un’idea, basta cliccare sullo speciale on line dedicato alle elezioni regionali dal quotidiano di proprietà di un noto editore svizzero.
Per ciascuna delle 13 Regioni in cui si vota il 28-29 marzo, sono indicati il gradimento dei candidati governatori e il giudizio sulle giunte uscenti.
Il voto di gradimento, spiega il sito della Repubblica, è quello espresso dai lettori. Ma è difficile da credere, per non dire impossibile. Appena si apre la finestra informativa su ciascuna Regione, i candidati governatori che rappresentano il centrodestra vengono infatti presentati tutti, senza eccezione, come predestinati alla sconfitta. Per tutti, da Formigoni a Zaia, dalla Polverini a Scopelliti (giusto per fare i nomi di candidati a una vittoria pressoché certa) il giudizio è sempre lo stesso: “molto negativo”.
Al contrario, quasi tutti i candidati della sinistra sono presentati dalla Repubblica in modo a dir poco lusinghiero. Su 13 candidati di sinistra, 11 ricevono il giudizio “molto positivo”. Per uno, Penati (candidato in Lombardia), il giudizio è appena un gradino sotto: “positivo”. L’unico bocciato è Loiero (candidato in Calabria), stroncato con un secco “molto negativo”, mentre la palma del migliore va al candidato dipietrista Callipo, l’industriale del tonno (“molto positivo”).
Simili giudizi, oltre a contrastare con tutti i sondaggi d’opinione, sono un’offesa al buon senso. In Lombardia, tanto per citare dei fatti concreti, Penati è stato sconfitto nelle Provinciali del giugno 2009 dopo un solo mandato, mentre Formigoni gode del consenso dei lombardi da 15 anni.
Penati è stato rispedito a casa perché le poche cose in cui si era impegnata la sua amministrazione erano state l’acquisto di quote azionarie di una società autostradale e le spese faraoniche per il catering delle cerimonie, mentre assai poco ha fatto per la manutenzione delle strade e delle scuole superiori. Eppure, per Repubblica, Penati merita il giudizio “positivo”, mentre Formigoni, che ha fatto della sanità in Lombardia una delle più efficienti e al mondo, con i conti a posto, il giudizio è “molto negativo”.
In teoria, i lettori del giornale potrebbero votare un gradimento migliore ai candidati di centrodestra. Ma il sito, almeno finora, sembra del tutto restìo a spostare la lancetta del gradimento da ciò che già sembra deciso in partenza, con evidente pregiudizio.
Ancora più stupefacenti i giudizi che, secondo Repubblica, sarebbero stati espressi dai suoi lettori sulle giunte uscenti.
Un esempio? La giunta Marrazzo del Lazio, costretta ad accettare le dimissioni del presidente coinvolto nello scandalo dei trans e molto criticata dalla stessa sinistra per la pessima gestione della sanità, avrebbe presso i lettori di Repubblica un gradimento altissimo: 47 per cento “positivo”, 27 “molto positivo”, contro un 11 “negativo” e un 14 “molto negativo”.
Ma questo è niente. Il colmo della malafede arriva nei giudizi sulla giunta uscente della Lombardia.
Per i lettori di Repubblica, Formigoni si merita un 77 per cento di “molto negativo”, che sommato al 16 per cento di “negativo” porta al 93 per cento i giudizi negativi, contro appena un 2 per cento di giudizi positivi e un 5 per cento di molto positivi. In totale: appena un 7 per cento di gradimento a Formigoni da parte dei lombardi. Dati semplicemente assurdi, smentiti da tutti i sondaggi che attribuiscono a Formigoni circa il 60 per cento, il doppio dei consensi di Penati.
Non c’è dubbio: i lettori e gli inserzionisti di Repubblica meriterebbero qualcosa di meglio invece di un simile cumulo di falsità.