Berlusconi: sostegno all’economia reale. Azione decisa contro l’evasione fiscale

“Non è andando in piazza a protestare contro chissà che cosa che si risolvono i problemi. L’unico modo è il nostro: lavorarci sempre, ogni giorno”.
Così il premier Silvio Berlusconi durante l’assemblea dell’Unione degli industriali di Napoli organizzata alla città della Scienza di Bagnoli.

Il premier ha ricordato alcuni punti dell’azione di governo annunciando nuovi interventi, a partire da quelli per fronteggiare la crisi dei mercati finanziari. 
Berlusconi propone un tavolo, a Palazzo Chigi, con banche e imprenditori, che si terrà al ritorno dal suo viaggio in Cina, per studiare “in profondità quali misure assumere”. “Dobbiamo evitare che la crisi dei mercati finanziari si trasformi in una crisi dell’economia reale”, ecco perchè “la preoccupazione maggiore del governo è di fare in modo che le banche continuino a fare il loro lavoro”.

Secondo il premier dopo Unicredit “altre due o tre banche avranno vantaggi ad aumentare il capitale trovando i mezzi sul mercato”.
Quanto ai fondi sovrani, puntualizza di non aver mai detto di non volerli: “Possono entrare nel capitale delle aziende italiane, ma limitandosi a una soglia ben precisa. Stiamo studiando i modi e un limite, per esempio un 5 per cento, che non impensierisce”.
Berlusconi annuncia inoltre che è stato trovato “un fondo” a sostegno delle imprese, in particolare per quelle che incentivino l’innovazione, “anche per quanto riguarda il parco elettrodomestici”, senza però anticipare cifre.
Parlando dei conti pubblici, sottolinea che l’esecutivo non ha “nessuna intenzione di cambiare l’impegno a ridurre nel 2011 il debito pubblico sotto il 100 per cento. C’è un impegno assoluto del governo in quella direzione”.
Serve inoltre “una decisissima lotta all’evasione fiscale” e “crediamo che il federalismo fiscale sia un mezzo per poterlo fare”.
E sempre in tema di tasse aggiunge: “Vogliamo andare avanti nella direzione di una diminuzione della pressione fiscale, appena i conti pubblici ce lo consentiranno”.

Il primo obiettivo? “Il quoziente familiare, che è la prima misura a cui vorrei arrivare”.
Berlusconi va inoltre giustamente fiero del salvataggio della compagnia di bandiera a opera della cordata di imprenditori italiani: così è stato “scongiurato il pericolo di una svendita ad Air France”.
Berlusconi poi affronta la polemica tra Italia ed Unione Europea sul clima per criticare “i giornali, soprattutto della sinistra” che lanciano l’accusa al governo di aver isolato l’Italia. “Ho sempre ammirato Don Chisciotte, a me piace andare all’attacco ma dobbiamo farlo con razionalità“ mentre il metodo proposto dalla Ue è “irragionevole”.
“L’Europa si vuole assumere da sola il compito di indicare la strada a tutto il mondo per diminuire le emissioni di anidride carbonica entro il 2020 nonostante i ‘no’ della Federazione russa, dell’India, della Cina, dell’Africa, del Brasile e degli Stati Uniti. Se vogliamo caricarci noi dell’Europa, dell’Occidente più responsabile, di questo compito facciamolo in un modo equilibrato e giusto”.
L’Italia, “Paese più manifatturiero d’Europa insieme alla Germania”, non può caricarsi “un costo che deprimerebbe la nostra economia”. La richiesta messa sul tavolo dall’Italia, “è rinviare graduandole nel tempo queste misure e che il prezzo sia pagato da tutti i cittadini europei in parti uguali”.

Dal palco degli industriali Berlusconi parla anche di nucleare: “Ci vorranno ancora sette anni per avere la prima centrale e nel frattempo pagheremo l’energia il 35 per cento in più della media degli altri e più del 50 per cento dei nostri cugini francesi” e annuncia inoltre un piano di lotta alla criminalità organizzata. “Ho detto al ministro dell’Interno: ‘Se vuoi passare alla storia devi vincere questa sfida, dobbiamo eliminare la criminalità organizzata’”, conclude.