Alcuni successi del Pdl nella politica di Monti

Il Pdl ha lasciato il governo del Paese ma è ancora maggioranza in Parlamento. Abbiamo fatto un passo indietro per responsabilità continuando a lavorare per l’Italia. Ecco in che modo

Chi pensa a un Pdl arrendevole si sbaglia: quando Berlusconi si è dimesso il Popolo della libertà non ha smesso di lavorare per il bene del Paese. Lo abbiamo dichiarato subito: il nostro appoggio a Monti innanzitutto non è incondizionato, ma soprattutto è per lo scopo per cui il governo Monti è stato costituito. L’uscita dell’Italia dalla crisi e dall’emergenza economica. Ecco che si arriva oggi a un nuovo passo avanti per un patto politico.
Il Quaderno Azzurro ha ben riassunto le azioni principali del Pdl al fianco del governo Monti:
– A dicembre Alfano riuscì ad impedire che si aumentassero anche le aliquote Irpef.
– Il pacchetto di infrastrutture che il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha (parole sue) trovato nel cassetto a reso operative erano frutto del governo precedente.
– Per le liberalizzazioni abbiamo almeno evitato che si facessero liberalizzazioni fasulle, di nessun sollievo per le famiglie e la crescita.
Denaro e banche. Il governo voleva proibire il contante oltre i 500 euro ma il PDL ha ottenuto che la soglia salisse a mille euro e che i pensionati non fossero costretti ad aprire, a loro spese, conti correnti dedicati all’accredito della pensione. Senza contare il nostro impegno per il credito a imprese e famiglie guardando anche al pagamento dei debiti della PA.
– Abbiamo chiesto e ottenuto la rateizzazione dell’Imu.
– La tassa sulle borse di studio per gli universitari è stata abolita.
– “Nella riforma del lavoro sta prevalendo la nostra linea. Non vogliamo burocrazie, rigidità e tasse per assumere i giovani. La flessibilità in entrata va mantenuta, altrimenti non c’è lavoro per i ragazzi.
Ora il PDL si concentrerà su due punti: impedire che la delega fiscale, concepita per ridurre le tasse su cittadini e imprese, si trasformi nell’ennesima stangata, a cominciare dall’aumento dell’Iva.
Per questo è importante che Monti non perda lo slancio riformatore che insieme alle maggiori forze politiche sta portando avanti.