Quanto ci costa non realizzare le opere necessarie?

Il cantiere della Tav riaccende gli scontri in Val di Susa e le forze dell’ordine sono costrette contrastare una violenza che ha poco a che vedere con la protesta e il dialogo, anche legittimi, delle popolazioni della valle. Ma perfino loro sono stanchi…
Sabato sera è sabato sera. Ma invece di andare a divertirsi con gli amici, il Val di Susa scoppiano violenti scontri tra forze dell’ordine e “manifestanti” No Tav. La stampa riporta di 200 persone 20% stranieri soprattuto francesi e spagnoli di area black bloc. Leggendo il racconto di quelle violenze e il loro bilancio, mi sembra subito chiaro che questi episodi sono organizzati da una minoranza che ha poco a che vedere con il progetto e un’eventuale legittima contestazione. Leggete questa intervista al sindaco di Chiomonte “questi signori conoscono solo la violenza. non hanno altre ragioni. Sono un danno per la Valle di Susa”. Il tempo del confronto è passato. Ora deve iniziare il tempo della realizzazione.
Le proteste di pochissimi, possono bloccare un’opera utile per tutto il Paese? Soprattutto in un momento di difficoltà economica in cui lo sviluppo è l’unica chiave per ripartire. Lo sviluppo non si fa per decreto, anche se tanto si può introdurre con un forte impegno. Servono anche le opere.
Solidarietà alle forze dell’ordine che sono rimaste coinvolte.