La domanda di Don Camillo: bisogna salvare il seme

L’incontro a cui ha partecipato anche Mario Monti, ha preso le mosse dalla mostra del Meeting “L’imprevedibile istante. Giovani per la crescita”. L’ho visitata e vi trasmetto la conclusione

La crisi, l’ho sempre detto, pur nella sua drammaticità, può essere vissuta come una grande occasione. Di fronte ad essa possiamo subire o reagire. In ogni caso la crisi costringe a tornare alla verità della nostra esperienza umana.
Questa mostra propone tanti esempi di persone che hanno risposto positivamente e con intrapresa. Perchè anche se tutto sembra andare male, bisogna sapere cosa salvare.
Occorre salvare il seme, di questo umano come diceva il Cristo nel racconto di Guareschi: “Signore: la gente paventa le armi terrificanti che disintegrano uomini e cose. Ma io credo che soltanto esse potranno ridare all’uomo la sua ricchezza. Perchè distruggeranno tutto e l’uomo, liberato dalla schiavitù dei beni terreni, cercherà nuovamente Dio. E lo ritroverà e ricostruirà il patrimonio spirituale che oggi sta finendo di distruggere. Signore, se questo è ciò che accadrà, cosa posiamo fare noi?” Il Cristo sorrise. “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza”. Quel seme che fiorisce per chi, come noi crede nella fede e lo rende fecondo: “Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogn aiutare chi possiede ancora la fede a mantenerla intatta”. (G. Guareschi, Don Camillo, Rizzoli, Milano 1994)
Per chi si fosse perso questo incontro di domenica, segnalo che il video integrale è visibile a questo indirizzo.