Come fermare l'inarrestabile declino

Sulla legge di stabilità, io e altri deputati abbiamo scritto una lettera al Sole 24 Ore. Vi chiedo di leggerla e diffonderla perchè contiene tutte le battaglie che stiamo portando avanti in favore di imprese, famiglie e giovani. Noi non vogliamo rassegnarci a un inarrestabile declino. E voi nemmeno immagino
 
LA SFIDA DI UN RILANCIO > Lo spettacolo immorale che buona parte della politica sta dando di sè, evidenzia che la crisi è di valori innanzitutto. La prima grave conseguenza di questi scandali è l’allontanamento degli elettori dalla politica. Non ci interessa cavalcare con demagogia quest’onda ma rispondere alla sfida lanciata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha parlato della necessità impellente di un “rilancio morale”.
OCCASIONE MANCATA > Dopo un anno di politica di rigore che abbiamo responsabilmente sostenuto, la legge di stabilità offriva l’opportunità di dare una prospettiva ai sacrifici richiesti ai cittadini. Lealmente sosteniamo Monti ma altrettanto lealmente dobbiamo dire che quest’opportunità è stata mancata. Il rigore non può essere fine a se stesso. Noi faremo il possibile per cambiare questa legge, ritenendo che assumerci questa responsabilità non sia una sfiducia al governo Monti ma il modo più serio per spingerlo a continuare, dopo il risanamento dei conti pubblici, nel rilancio dell’economia e nella crescita.

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L’obiettivo di fondo della legge di stabilità finanziaria deve essere il sostegno alle tre direttrici di una possibile ripresa economia: impresa, famiglia e giovani. Invece questa legge ha come interlocutore un cittadino concepito genericamente. In questo modo, se pur involontariamente, non interloquire con le piccole e medie imprese, con le famiglie e con i giovani è un modo per danneggiarli.

  • MENO INCENTIVI MENO TASSE > La coraggiosa proposta del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi offre un’importante indicazione di metodo. In sintesi per far ripartire l’economia (cioè il benessere diffuso dei cittadini) bisogna diminuire le tasse. Bene, le imprese sono pronte a rinunciare agli incentivi in cambio di una riduzione immediata della pressione fiscale. Questa proposta indica l’assunzione di responsabilità e del rischio che questa comporta in vista di un bene comune. Dispiace che la legge di stabilità finanziaria approvata dal governo non l’abbia minimamente tenuta in considerazione.
  • NO AUMENTO IVA > Faremo una battaglia in Parlamento perché non diventi legge l’aumento dell’Iva. Non ha senso in un momento di difficoltà e ristrettezza sferrare un ulteriore colpo ai cittadini aumentando questa imposta con un inevitabile effetto repressivo sui consumi. Le previsioni della Banca d’Italia ci danno a crescita zero e questo provvedimento porterà un ulteriore calo dei consumi.
  • NO RETROATTIVITA’ NORME > Ci opporremo a che le nuove norme fiscali siano retroattive. il Ministro dell’Economia Grilli dice che non è vero: ma le nuove norme avranno un effetto già sulle operazioni svolte nel 2012! Lo Stato esige serietà dai contribuenti chiedendo che le tasse vengano pagate regolarmente? Non può comportarsi in modo asimmetrico allora.
  • DIFENDERE LE FAMIGLIE > Faremo il possibile perché non vengano penalizzate ulteriormente le famiglie. Viene ridotta la possibilità di detrazioni e si mettono in campo misure restrittive che ricadono esclusivamente sul ceto medio. I ricchi non vengono toccati e il ceto media paga ancora.
  • DIFENDERE I GIOVANI > Proporremo misure per favorire l’occupazione giovanile, l’ingresso e l’inizio del percorso dei giovani nel mondo del lavoro. Tali provvedimenti possono essere di natura sia burocratica che fiscale ma nella legge di stabilità non ne vediamo traccia.
  • DISMETTERE IL PATRIMONIO > Insisteremo per la dismissione di patrimonio pubblico. L’obiettivo di ridurre la pressione fiscale non può essere una partita di giro (tolgo all’Irpef aggiungo all’Iva) ma va perseguito tagliando la spesa pubblica e abbattendo il debito attraverso cessioni immobiliari e vendita delle partecipazioni azionarie pubbliche.
  • NO IVA PER TERZO SETTORE > Non è certo aumentando l’Iva dal 4 al 10% ai servizi sociali ed educativi che si può pensare di favorire la ripresa. Al contrario si produce un aumento del costo del servizio o, ancora peggio, la chiusura di cooperative che svolgono un’attività fondamentale.
  • BASTA RITARDO PAGAMENTI > Rinnoveremo la richiesta all’esecutivo di affrontare il problema dei ritardi nei pagamenti dell’amministrazione pubblica. Una società moderna e giusta deve permettere ai cittadini di compensare crediti e debiti nei confronti dello Stato. Il principio per cui il debito dei cittadini è sempre esigibile e il credito nei confronti dello Stato sempre rinviabile è iniquo.

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Effettiva libertà d’impresa, sostegno alla famiglia e valorizzazione del patrimonio umano delle nuove generazioni sono le motivazioni politiche per cui vogliamo continuare a sostenere lealmente un governo tecnico impegnato nel rilancio del Paese. L’alternativa è la rassegnazione. Non al declino, che stiamo già sperimentando, ma alla sua inarrestabilità. Occorrono persone idealmente motivate e idee sul futuro del Paese.
Leggi l’articolo integrale “Perchè dire si allo scambio tra meno incentivi e meno tasse” via Il Sole 24 Ore
Maurizio Lupi
Mara Carfagna
Luigi Casero
Guido Crosetto
Raffaele Fitto
Raffaello Vignali