Accordo produttività, vittoria del Pdl

L’accordo sulla produttività e sul lavoro firmato ieri tra Confindustria e sindacati – tranne la Cgil – e ratificato dal governo che ha così sbloccato incentivi per 2,1 miliardi, è a tutti gli effetti un successo del Pdl e del centrodestra. Per almeno due motivi, eccoli

Un segnale positivo di assunzione di responsabilità che sblocca i 2,1 miliardi di euro stanziati per la detassazione del salario legato alla produttività. Bisogna essere grati a Confindustria, Rete imprese, Cisl e Uil per questa firma. La produttività è il problema del nostro Paese da vent’anni, il passo fatto nella direzione di contratti di lavoro meno rigidi, oltre a realizzare vantaggi salariali reali per i lavoratori, può permettere l’aggancio ai primi segnali di ripresa delle domanda e iniziare ‘una nuova fase di sviluppo e occupazione’, come ha dichiarato Giorgio Squinzi.
Dispiace l’atteggiamento conservatore assunto dalla Cgil e dal quale Susanna Camusso pare intenzionata a non recedere. In periodi di crisi e di ricerca di nuovi modelli di relazioni sindacali per far ripartire la crescita è meglio rimettere in discussione se stessi che restare ancorati a vecchi schemi. Serve coraggio e rischio, ma l’alternativa è l’inesorabilità del declino. Anche questa è una grave assunzione di responsabilità. Spero che la Cgil, come auspica il presidente del Consiglio, ci ripensi.
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Da Il Mattinale del 22 novembre 2012
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  • E’ IL LAVORO DI SACCONI > L’accordo riprende pari pari il patto sul lavoro che il nostro governo raggiunse nel 2010-2011 con industriali e sindacati, quando al ministero del Welfare c’era Maurizio Sacconi. Esso prevede che la contrattazione aziendale prevalga su quella nazionale; e che le intese si facciano con chi ci sta, cioè con i sindacati riformisti, e se la sinistra ideologica della Cgil abbandona il tavolo non può far valere il suo veto.
  • FONDI STRUTTURALI > Secondo motivo: siamo stati noi del Pdl, emendando in Parlamento la Legge di stabilità, a garantire i 2,1 miliardi che da finanziamenti a pioggia alle imprese si trasformano stabilmente in sostegno alla produttività. Vengono cioè utilizzati per rendere strutturali gli sgravi di tasse sugli straordinari, attraverso un’aliquota secca del 10 per cento sui redditi extra-orario da lavoro dipendente fino a 40 mila euro. Secondo i calcoli del Sole 24 Ore, si tratta di un aumento netto in più in busta paga che può arrivare fino a 850 euro l’anno.

È la prima vera misura per la crescita decisa dal governo Monti, ed è un grande risultato del Pdl e del centrodestra. Dopo tante chiacchiere governative e tante piazze riempite dai pensionati della Camusso, è ancora il Pdl ad agire concretamente per il bene dell’Italia.
 

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