Le famiglie dell'Ilva adesso se la passano meglio?

“Fiat iustitia et pereat mundus” che potremmo oggi tradurre trionfi la giustizia e chi se ne frega. Questo il mio commento a caldo dopo la chiusura di parte dello stabilimento dell’Ilva di Taranto deciso dalla proprietà dopo i sette arresti effettuati dalla procura di Taranto

Quei magistrati non si sono arresi neanche di fronte a cinquemila posti di lavoro (per ora, viste le possibili ripercussioni sugli altri stabilimenti) e purtroppo devo dire che l’epilogo della vicenda sembrava scontato, visto il loro atteggiamento sordo, sin dalle prime mosse, a ogni appello a procedere con responsabilità.
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Sento già la risposta: se ci sono reati, vanno perseguiti e qui si attentava alla salute della gente. Certo, ma perché contrapporre il diritto alla salute a quello del lavoro? Perché sequestrare la produzione dell’Ilva di questi mesi rendendone impossibile la vendita e mettendo in ginocchio l’azienda e con lei i lavoratori?
Qualcuno crede che le cinquemila famiglie di quegli operai, anche sotto l’aspetto della salute, ora se la passeranno meglio? E’ così impensabile in questo paese quando ci si muove e si ha tanto potere, con così gravi conseguenze, tenere presente tutti i fattori in questione? Spero che il governo e le istituzioni che possono avere voce in capitolo in questa vicenda possano porre rimedio all’ingiusta situazione creata venutasi a creare in nome della giustizia.
 

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