Cassazione affida bimbo a coppia omosex con motivazione grave

La Cassazione ha affidato un bambino conteso a una coppia omosessuale con una motivazione decisamente grave. Perchè dire che il padre cadeva in un pregiudizio è allucinante. La storia della civiltà umana si basa sulla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna

La Corte di cassazione, è bene ricordarlo, interviene su singoli casi, i suoi pronunciamenti fanno giurisprudenza ma non sono leggi universali. Per questo i giudici dovrebbero astenersi da considerazioni che esulano dal loro ruolo. Non è stato loro delegato il compito di legiferare né quello di sancire che cosa sia una famiglia e l’educazione di un figlio.
Per questo è molto grave dire, come ha fatto la prima sezione civile della Suprema corte, che un padre che ricorre contro l’affidamento del figlio alla madre convivente con un’altra donna è vittima del “mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”.

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La storia della civiltà, l’esperienza di miliardi di coppie e di figli, il tessuto basilare del nostro vivere sociale, cioè la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, non possono essere ridotti a un “mero pregiudizio”. Sono la base invece del giudizio, fondato e ragionevole, che i bambini è meglio che abbiano un padre e una madre.
Non entro nel merito della decisione sul caso singolo, ma le parole usate per la sua motivazione sembrano un ulteriore tentativo di perseguire per via giudiziaria l’attacco alla famiglia già respinto dai cittadini italiani in altre occasioni.