Chi ha votato no al referendum per cambiare la Costituzione?

Tutti mi dicono che non abbiamo fatto nulla contro la casta e per ridurre i costi della politica. Mi arrabbio. Mi arrabbio perchè so che il Governo Berlusconi ha riformato la Costituzione ma gli italiani hanno bocciato la riduzione dei parlamentari con il referendum del 2006. Ecco cosa è successo

TUTTI LO CHIEDONO
Tanti oggi, in primis Beppe Grillo, parlano alla pancia della gente e conquistano facili consensi senza una proposta costruttiva per il Paese. Giustamente gli italiani vogliono che a fare i sacrifici non siano solo i cittadini ma anche i politici. Proprio per questo mi fa arrabbiare l’essere accusato di non aver fatto nulla. E credo di averne tutte le ragioni.
LA NOSTRA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE
Premesso che sicuramente avremmo potuto fare di più e meglio, i risultati della nostra azione di governo sono tanti e non vanno dimenticati, soprattutto in materia di famiglia e impresa per esempio. Anche per la riduzione della “casta” e per il taglio ai costi della politica, bisogna assolutamente ricordarci che il governo Berlusconi aveva riformato la Costituzione italiana per:

Rendere il nostro sistema legislativo più efficiente, riducendo il numero dei parlamentari e riformando un bicameralismo paritario che si è dimostrato eccessivamente lento e macchinoso. Garantire la governabilità del Paese attraverso un esecutivo scelto dai cittadini, stabile e al riparo da ribaltoni e trasformismi. Ampliare il federalismo perché la vera democrazia è dove c’è più autonomia, dove c’è più possibilità da parte dei cittadini di controllare cosa fanno coloro che hanno eletto e che li amministrano.

Infatti, mantenendo intatti i principi dei grandi padri costituenti, la riforma della Costituzione prevedeva tra le altre cose:

  1. Devoluzione alle regioni della potestà legislativa esclusiva in alcune materie come organizzazione scolastica, polizia amministrativa regionale e locale, assistenza e organizzazione sanitaria (le norme generali sulla tutela della salute tornano di competenza esclusiva dello Stato)
  2. Fine del bicameralismo perfetto, con suddivisione del potere legislativo tra Camera dei deputati e Senato Federale
  3. Riduzione del numero di deputati (da 630 a 518) e senatori (da 315 a 252).
  4. Aumento dei poteri del Primo Ministro, con il cosiddetto “Premierato”.
  5. Clausola contro i cambi parlamentari di maggioranza e obbligo di nuove consultazioni popolari in caso di caduta del governo.

Dunque oggi avremmo avuto un notevole risparmio perchè si incide molto di più a ridurre i parlamentari (e di conseguenza staff, funzionari, personale etc.) che agire sui loro stipendi (cosa comunque fatta dal nostro governo con un -25%).
Leggete anche il Patto del Parlamentare che ci impegna a continuare su questa strada di riduzione dei costi della politica.
IL REFERENDUM E L’IDEOLOGIA
Ma l’Italia è anche un Paese che muore di ideologia: appena la sinistra con Prodi andò al governo, fece una campagna contro questa riforma solo perchè l’aveva fatta Berlusconi. E su questa onda emotiva, gli italiani votarono contro bocciando il referendum che modificava la Costituzione aggiornandola ai tempi nostri. Vinse il NO con il 61,7%. I SI’ si fermarono al 38,3% (fonte Ministero dell’Interno)
Risultato referendum costituzionale 2006
Dunque oggi, vorrei davvero sapere: io ho votato si a quel referendum. Chi può dire di aver fatto altrettanto? L’Italia la cambiamo insieme, tutti noi abbiamo responsabilità in ciò che accade.

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Il patto del parlamentare Pdl