Tre domande su riforme, non profit e matrimoni gay

Le domande dei giovani ad Alfano, a me e a Casero toccano anche la riforma elettorale e della Costituzione, il non profit e i matrimoni omosessuali. Ecco che cosa abbiamo risposto alla Sfida di mercoledì 13 febbraio a Milano
(testo non rivisto dagli autori)
DECIMA DOMANDA SU RIFORME COSTITUZIONE ED ELETTORALE
La mia domanda tocca due argomenti, la riforma della Costituzione e la riforma della legge elettorale, perche’ sono due argomenti di cui se ne parla da tanto tempo, se ne parla ormai da diverso tempo nella nostra vita politica, nell’attivita’ politica. Quanto crede il mio partito, il PDL che queste riforme si possano realizzare nella prossima legislatura, perche’ ovviamente per poterle realizzare servira’ trovare, serviranno da trovare maggioranze molto piu’ ampie che non quelle che servono semplicemente per sostenere un governo. Grazie.
RISPONDE ALFANO: grazie, io devo dire che non perche’ noi siamo il popolo della liberta’ e quindi dobbiamo prendercela con la sinistra, ma, in questa legislatura, e credo che molti lo potranno anche ricordare, avevamo sfiorato un successo clamoroso con la approvazione di un qualcosa che sarebbe stato rivoluzionario per la nostra Costituzione, cioe’ l’elezione diretta da parte di ciascuno di noi del presidente della Repubblica. Noi dicevamo, molto semplicemente, era il 2012, “scusate, nella primavera del 2013 si eleggera’ il presidente della Repubblica nuovo, ma perche’ farlo scegliere ancora dalle segreterie dei partiti, non possiamo fare come accade in America, come accade in Francia, dove c’e’ una gara, trasparente, pubblica con la partecipazione dei cittadini per eleggere direttamente il presidente della Repubblica?”. E la’ dentro avevamo messo anche un rafforzamento dei poteri dell’esecutivo ed una grande riforma che era quella della diminuzione del numero dei parlamentari. Tutto la’ dentro.
La sinistra ha detto di no, ha bocciato di fatto l’ipotesi di eleggere direttamente il presidente della Repubblica da parte dei cittadini e nella prossima primavera saranno ancora i partiti politici a scegliere in parlamento il presidente della Repubblica. Ancora una volta si e’ dimostrato che la sinistra rappresenta un grande blocco conservatore, ma non conservatore delle cose che vanno bene, come tutti i grandi conservatori occidentali, ma conservatori delle cose che generano privilegi, rendite di posizione e potere dei partiti politici. Vedete, la nostra Costituzione e’ una Costituzione per larga misura bellissima, ma che ha una grande sua origine storica che ne rappresenta in qualche misura il limite. Cioe’, siccome e’ venuta dopo 20 anni di dittatura e’ stata scritta con l’idea di far convivere. Far convivere maggioranza e opposizione, far convivere dopo la guerra civile italiani di sentimento e di opinioni politiche opposte, far convivere fazioni diverse.
Oggi sarebbe necessario avere una Costituzione che non miri a far convivere, in quanto quello e’ gia’ acquisito, ma miri a far decidere, perche’ qual e’ il grande limite dell’Italia? Che non si prendono decisioni, e che queste decisioni, quando vengono assunte, siccome sono troppo compromissorie, siccome sono troppo negoziali, sono deboli e poi vengono smentite da chi arriva la volta dopo. Allora, l’idea nostra, di cambio della Costituzione e’ consentire a qualcuno, supportato dalla sovranita’ popolare, che poi si risottoponga alla sovranita’ popolare di potere decidere per il bene di tutti, questo e’ il nostro obiettivo e speriamo di centrarlo nella prossima…
 

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Maurizo Lupi ascolta

 
UNDICESIMA DOMANDA SUL VOLONTARIATO
Alberto Ciceri, studente universitario. La sinistra in Italia si e’ sempre arrogata il diritto, non si sa bene per quale diritto divino appunto, di difendere il volontariato e il no-profit. Il popolo della liberta’ ha sempre difeso il volontariato e il no-profit nell’operato anche degli ultimi anni. La domanda che vi poniamo oggi e’: che prospettive avete per il futuro, dato che all’interno del programma non viene riportato un punto esatto in cui viene trattato questo argomento.
RISPONDE ALFANO: posso rispondere io. Innanzitutto mi congratulo con Maurizio, perche’ poco fa, quando ha risposto sui valori negoziabili e no, ha fatto una descrizione talmente puntuale che credo, se venisse analizzata da tutti individuerebbe i capisaldi che separano noi dagli altri. Il ragionamento nostro sul no-profit sta tutto dentro quella cornice descritta da Maurizio poco fa. Cioe’, vi e’ un protagonismo della persona, vi e’ una centralita’ della persona e vi e’ una radice essenziale. E sapete quale e’? Che il cuore dell’uomo ha un infinito desiderio di bene, e se trova delle regole, delle norme che agevolano, che instradano, che coccolano l’infinito desiderio di bene che alberga nel cuore di ogni uomo, allora quell’uomo trovera’ una strada per realizzare se stesso attraverso il bene.
E in tanti momenti di crisi storica del nostro Paese, l’Italia non s’e’ salvata perche’ qualcuno c’ha messo i soldi, ma si e’ salvata perche’ qualcuno ha lavorato gratis, si e’ salvata perche’ qualcuno ha messo il proprio desiderio di bene prima del proprio desiderio dei soldi. E la cosa che a me non piace del no-profit, sapete qual e’? Proprio la denominazione. Perche’ o lo si chiama no-profit o lo si chiama terzo settore. In entrambi i casi una definizione negativa: il no-profit perche’ rappresenta lo specchio del profit, c’e’ il profitto e noi siamo quelli del non profitto. Il terzo settore addirittura: in classifica viene prima il pubblico, poi viene il privato e poi viene il terzo settore. Invece, forse, non andrebbe definito no-profit, ma forse andrebbe definito for-love, forse andrebbe definito per-amore, forse andrebbe definito per-passione, cioe’ andrebbe evocato l’ideale vero che ispira il no-profit. E allora, siccome questo attiene al cuore dell’uomo, lo Stato che c’entra? C’entra perche’ lo Stato, attraverso la leva fiscale puo’ complicare o agevolare la vita a chi vuol far del bene. Cioe’ chi vuol far del bene puo’ trovare la propria vita, la propria istanza verso il bene, agevolata o complicata.
La nostra idea, fin dal primo momento, e’ stata duplice: cioe’, da un lato, attraverso il fisco, agevolare coloro i quali hanno come missione non quella di guadagnare ma quella di fare bene. E l’altra idea e’ stata sempre la stessa: vi sono soggetti privati che possono svolgere attivita’ praticamente pubbliche a minore costo e con maggiore efficienza rispetto all’ente pubblico. E allora occorre che la persona si unisca ad altre persone e sotto l’idea del “piu’ societa’ e meno Stato” invada sempre di piu’ tutte quelle sfere che lo Stato occupa facendo spendere i soldi dei cittadini e dando servizi non migliori, anzi peggiori di quelli che il privato sociale riesce a dare a costo inferiore e con quel tanto di passione e di cuore che rappresenta veramente l’Italia piu’ profonda e l’Italia migliore, quella in cui noi crediamo.
 
DODICESIMA DOMANDA SUI MATRIMONI OMOSESSUALI
Sono Letizia e la mia domanda e’: vorrei sapere cosa ne pensate voi in merito ai matrimoni tra persone omosessuali e ai diritti per le coppie gay, che e’ una tematica di grande attualita’, per esempio in Francia. Grazie.
RISPONDE LUPI: lo abbiamo detto prima, abbiamo una comune visione. Noi lo abbiamo detto con chiarezza ed e’ forse uno dei temi che manca di piu’ alla societa’ di oggi, perche’ quando si esprime un giudizio sembra che sia sbagliato… Il giudizio che cos’e’? Il paragone tra quello che accade, la realta’ e quello che tu ritieni vero per te, per il tuo cuore, per i tuoi ideali e i tuoi valori. Sembra che esprimere un giudizio sia ledere la liberta’ di qualcuno.
Per noi non e’ cosi’, perche’ se abbiamo messo la liberta’ al centro e la persona al centro, portiamo sempre profondo rispetto per la la liberta’ e per la persona. Pero’ abbiamo un compito, che e’ quello di costruire, di dare il nostro contributo a costruire una societa’. E riconosciamo, perche’ lo hanno riconosciuto da sempre anche i nostri padri fondatori della costituente, che la famiglia, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna e’ uno dei pilastri fondamentali. E’ il matrimonio, cioe’ un contratto, lasciamo perdere la visione cattolica, che noi valorizziamo ancora di piu’, libero e responsabile tra un uomo e una donna che decidono con responsabilita’ di prendersi carico di un compito fondamentale, nel volersi bene e nell’amarsi, mettere su famiglia, dare il proprio contributo laddove questo possa accadere a fare dei figli, a educarli e a dare il proprio contributo al futuro della propria societa’, e’ la ragione per cui la Costituzione la riconosce, l’hanno riconosciuto De Gasperi e Togliatti, la riconosce come un pilastro fondamentale.
Veniamo al tema di attualita’, che e’ quella dei diritti individuali. Siccome per noi le discriminazioni non possono esserci, indipendentemente non puoi discriminare chiunque dal suo credo religioso, dal suo comportamento personale, dalla sfera sessuale, i diritti individuali devono essere comunque sempre rispettati, ma non si puo’ pensare che ogni desiderio possa diventare un diritto, e in ogni caso sono due sfere diverse, perche’ sovrapporle vuol dire non avere il coraggio di dire che ci sono delle priorita’. Si possono trovare delle sfere diverse, noi diciamo, se sono deboli il riconoscimento di diritti civili, personali e individuali, si trovi la strada per rafforzare quei diritti civili, personali e individuali, ma non si miri, con questo, alla radice l’istituzione della famiglia e lo diciamo anche con chiarezza, perche’ questo e’ un altro principio, di un giudizio.
L’educazione passa attraverso, nella famiglia, un modello che non ci siamo inventati noi e che un figlio, lo dicono tutti, tutti gli psicologi, nasce ed e’ educato nel momento in cui ha un punto di riferimento nella sua famiglia, che e’ una madre e un padre e questo non e’ un delitto nei confronti di chi sa chi, e’ un riconoscimento che e’ derivato dalla realta’ dei fatti. Non e’ un caso, perdonatemi, ditemi se non e’ cosi’, quando c’e’ un disagio in un bambino in un processo educativo? Quando c’e’ un grande problema nel rapporto tra padre e madre o viene meno una delle due figure nella famiglia, o quella paterna o quella materna. Questa e’ la realta’ ed e’ questo che noi vogliamo difendere.

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