Ecco gli otto punti del Pdl per il Governo di Enrico Letta

(aggiornato 25 aprile) Il Pdl ha presentato a Enrico Letta, incaricato da Napolitano di formare un governo, questi otto punti per affrontare i problemi. Un governo di lavoro concreto per l’Italia

AGGIORNAMENTO 25 APRILE
Ecco gli otto punti che il Pdl ha portato a Enrico Letta per affrontare concretamente i problemi dell’Italia. Un governo di lavoro come ha richiesto il presidente Napolitano.
Come ha detto Berlusconi in una nota, avranno un immediato impatto positivo sull’economia reale e sulla società, soprattutto per quanto riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro. Come previsto per altro nel nostro programma delle elezioni 2013.

“Mentre la politica si impantana, si fa del male e ci fa del male, noi avvertiamo la necessità e l’urgenza di cambiare rotta per ridare alle famiglie e alle imprese la fiducia e la forza di andare avanti in una situazione economica davvero difficile.”

  1. ABROGAZIONE IMU: come promesso sulla prima casa, sui terreni e sui fabbricati funzionali alle attività agricole e la restituzione degli importi versati nel 2012;
  2. RIFORMA DI EQUITALIA: revisione dei suoi poteri, in particolare riferimento alle sanzioni, alle maggiorazioni di interessi e ai meccanismi di rateizzazione;
  3. DETRAZIONI NUOVE ASSUNZIONI: riconoscimento alle imprese – per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani, disoccupati e cassintegrati – di una detrazione (sotto forma di credito d’imposta) per i primi 5 anni dei contributi relativi ai lavoratori assunti, nonché l’esenzione, per questi ultimi, dall’IRPEF sul salario percepito;
  4. SBUROCRATIZZAZIONE: passaggio dalle autorizzazioni burocratiche ex ante ai controlli ex post, per quanto riguarda lo svolgimento di ogni attività di impresa;
  5. FINANZIAMENTO PUBBLICO: abolizione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici;
  6. RIFORMA FISCALE: norme per la riforma del sistema fiscale;
  7. RIFORMA COSTITUZIONE: disposizioni di revisione della Costituzione per quanto riguarda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri;
  8. RIFORMA GIUSTIZIA: disposizioni per la riforma della giustizia.

Ciò che vogliamo imprimere è un cambio di passo, uno shock istituzionale ed economico, che tende da un lato, allo sviluppo e al rilancio della nostra economia e, dall’altro, al ritorno della fiducia nello Stato, il cui compito resta quello di creare le condizioni adatte perché i cittadini possano realizzare le proprie ambizioni e i propri progetti. È questo che il Paese ci ha chiesto con il voto.