La mia risposta sulla Tav a un cittadino della Val di Susa

Su questo blog, tra i tanti commenti, ho ricevuto le parole di un cittadino della Val di Susa che mi ha scritto in merito alla costruzione della Tav Torino Lione. Ecco la mia risposta

Ecco le parole di L,

Abito in Valle di Susa e non se ne può più delle violenze e delle imposizioni di una frangia antisociale che ha infettato parecchia popolazione della valle (che però è parecchio testarda). Procedete così e fermate gli intrusi, che sono tanti.

 
Gentile L,
Sono stato in Val di Susa, ho visitato il cantiere, e ho parlato con le persone che vi lavorano. Ho incontrato anche l’operaio ferito nell’assalto notturno di inizio maggio. Mi ha colpito la sua determinazione a tornare nel cantiere, ma anche il suo sconforto: “Che cosa devo fare per lavorare: cambiare paese? E poi, perché anche la mia famiglia si deve sentire insicura?”.
Io posso comprendere la contrarietà a una grande opera, non sono d’accordo con chi osteggia la Tav, ma cerco di capire.
In questi anni sono state ascoltate le obiezioni e le esigenze di tutti. Rispetto al tracciato originario sono state proposte 11 varianti e il percorso attuale è radicalmente diverso da quello iniziale. Questa a me sembra una vittoria di chi si è mobilitato e che adesso dovrebbe farsene un vanto e controllare che tutto ciò che è stato mantenuto venga realmente eseguito. Così almeno funziona in democrazia quando, dopo il dibattito pubblico (quello sulla Tav è stato lungo, l’Osservatorio ha fatto 208 riunioni e oltre 300 audizioni di cui 65 internazionali), si forma una maggioranza e viene presa un decisione. Responsabilità vuole che quella decisione venga portata avanti sino in fondo, sotto il pungolo dell’opposizione.
Il modo migliore per farlo è isolare i violenti, senza distinguo ambigui (gli anni 70 insegnano) e fare sì che l’opera sia, oltre che un investimento indispensabile per l’Italia e per l’Europa, una vera opportunità per i paesi della valle, come promesso. Le opere di riqualificazione del territorio (ristrutturazioni di scuole, nuove stazioni, consolidamento di argini, miglioramento della rete elettrica, sistemazione della rete stradale… ne è stata approvata una prima tranche per un valore di circa 42 milioni di euro) non sono una “compensazione”, ma un arricchimento.
Avevo promesso di anticipare i primi dieci milioni di finanziamento per questi interventi; venerdì il Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) li ha deliberati: due subito e otto nel 2014 invece che nel 2016.
Ai violenti rispondiamo con la fermezza, e a chi del No Tav ha fatto una bandiera ideologica rispondiamo con i fatti.
 
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