Approfondimento Tav Torino Lione: benefici e ricadute per il nostro Paese

Approfondimento sulla linea ferroviaria alta velocità Torino Lione (Tav). Controinformazione doverosa per un’opera strategica per l’Italia e per l’Europa

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Meno parole, più numeri da condividere.
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La Torino Lione (Tav) è una linea ferroviaria strategica non solo per la Valle di Susa ma per tutta l’Italia e l’Europa. Costituisce l’anello mancante tra i due assi di comunicazione che uniscono l’Europa da nord a sud e da est a ovest.
Un grande progetto europeo che coinvolge direttamente l’Italia e la Francia e renderà l’Europa più unita perchè permette di collegare 250 milioni di cittadini europei dal Portogallo all’Ucraina.
Una grande opera con cui vince o perde tutta l’Italia!
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Tav Torino Lione è un collegamento europeo fondamentale per diversi motivi:

PER LA MOBILITÀ DEI PASSEGGERI

La Torino Lione permette la riduzione dei tempi di percorrenza:

  • Torino Lione da 3.30 a 1.47 ore
  • Torino Parigi da 5 a 3.17 ore
  • Milano Parigi da 7 a 4 ore
  • Milano Barcellona da 12 a 6.30 ore
  • Venezia Parigi da 10.50 a 5.25 ore
  • Firenze Parigi da 10.50 a 6 ore

Senza la nuova Torino-Lione si calcola che il numero di passeggeri che transitano dalle stazioni di frontiera di Bardonecchia e Modane passerebbe nel 2035 da 1,4 a 2,2 milioni. Con la Tav:

  • 4 milioni di viaggiatori trasportati
  • 1,3 milioni di passeggeri la preferirebbero all’auto o all’aereo inquinando meno

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PER IL TRAFFICO MERCI

Incremento della capacità di trasporto merci sarà:

  • Da da 1050 a 2050 tonnellate l’anno
  • Con una lunghezza fino a 750 metri per treno i costi di trasporto vengono ridotti del 50 per cento
  • Le regioni attraversate dalla Tav producono il 55% del Pil italiano, la nuova linea supporta questa economia collegandola al resto d’Europa

 

PER L’AMBIENTE

  • Nel quadrato Ovest (valichi di Ventimiglia, Frejus e Monte Bianco) circolano 3.500.000 tir all’anno e le ferrovie coprono solo l’8% del traffico merci.
  • Tra Svizzera e Italia circolano 1.250.000 tir all’anno e le ferrovie coprono il 64% del traffico.
  • Nel 2011, sono transitati solo ai passaggi italo-francesi quasi 2.700.000 mezzi pesanti, vale a dire 7.400 camion al giorno.

Con i nuovi treni, le merci e passeggeri potranno viaggiare a velocità sostenuta e a basso consumo energetico. Si calcola inoltre che l’apertura della Tav comporterà notevoli riduzioni dell’inquinamento:

  • Ridurrà il numero di camion su strada nell’interscambio con la Francia di circa 600.000 Tir all’anno
  • Una delle principali conseguenze sarà la riduzione annuale di emissioni gas serra (a regime 3 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica corrispondente alla Co2 di una città di 300mila abitanti)
  • La riduzione dell’inquinamento acustico (la linea è interrata per il 90 per cento)

C’è chi contesta il dato sul traffico pesante che è invece assolutamente analogo a quanto previsto dalla Svizzera che con l’apertura del Gottardo (nel 2016) prevede di passare da 1.250.000 a 600.000 Tir l’anno.
 

PER LA SICUREZZA STRADALE

Il passaggio del traffico merci dalla strada alla ferrovia ha diretta conseguenza sulla riduzione degli incidenti stradali e dei connessi costi sociali.
Nella galleria i treni viaggeranno in due gallerie separate per senso di marcia (tunnel a doppia canna). Dei materiali di scavo circa il 40 per cento sarà riutilizzato per l’opera e il restante 60 per cento per la messa in deposito e per interventi di riqualificazione. Per le risorse idriche ci sono soluzioni di salvaguardia come quelle adottate per la linea del Brennero.
 

PER IL LAVORO E L’OCCUPAZIONE

I cantieri della Tav Torino-Lione:

  • Stanno già dando lavoro a 112 persone
  • La realizzazione del tunnel di base creerà 2.000 nuovi posti di lavoro diretti in territorio italiano che utilizzeranno strutture locali per dormire e mangiare
  • Circa 4.000 occupati indiretti
  • Dopo cinque anni di servizio la nuova linea creerà 500 posti di lavoro stabili in Italia, di 150 nel solo nodo di Susa

La linea Tav comporterà maggiore accessibilità ai centri e alle stazioni sciistiche della valle di Susa con conseguente incremento del turismo.
 

PER L’ECONOMIA

Premessa: nel 1967 sono passate attraverso l’arco alpino 19 milioni di tonnellate di merci, nel 2000, prima dell’inizio della crisi, 150 milioni di tonnellate. Le previsioni indicano che il traffico potrebbe ancora aumentare di oltre il 50% nei prossimi 15 anni. Dal 1967 a oggi non è stato realizzato nessun nuovo tunnel.
L’interscambio tra Italia e l’area europea servita dalla Torino-Lione (Francia, Penisola Iberica, Gran Bretagna) è oggi di 150 miliardi annui. Secondo solo all’interscambio con la Germania e l’area nord-est europea, ma con questa differenza che mentre a est prevalgono le importazioni, a ovest verso la Francia prevalgono le esportazioni di prodotti italiani.
Il solo interscambio Italia-Francia è oggi di 70-80 miliardi di euro l’anno con le esportazioni superano le importazioni di 10 miliardi. La Tav serve al Made in Italy.
La Torino-Lione, inoltre, unisce Piemonte-Lombardia, Rhone Alpes e Catalogna, tre delle prime quattro regioni manifatturiere d’Europa.
Calcolato in tonnellate l’interscambio è di 43 milioni, superiore a quello con la Svizzera (40 milioni di tonnellate) che quando decise di costruire due tunnel di base (che si è pagata da sola) aveva un traffico di 22,7 milioni di tonnellate. I tunnel ferroviari di base incrementano il traffico merci.
I dati europei dicono che l’Italia ha una mancanza di competitività dell’8 per cento per la logistica (14 per cento media europea dell’incidenza logistica sul costo della produzione, contro il 22 per cento in Italia, con un negativo stimato 8,3 miliardi di euro/anno): il recupero di un punto percentuale di questo gap (che è quello che si otterrebbe a opera finita e funzionante) vale oltre 2 miliardi di euro e ripaga da solo quasi l’intero investimento italiano della Torino-Lione.
Il mercato dunque c’è, ed è un mercato prevalentemente di esportazione, le merci vanno su gomma perché la linea esistente non è in grado di intercettare la domanda per i suoi ormai evidenti limiti:

  • Ha forti pendenze (fino al 3.3%, quasi il triplo dei limiti consentiti per i treni merci pesanti)
  • Necessita due locomotive di trazione e una di spinta e i convogli devono avere un carico limitato)
  • Comporta una velocità di marcia ridotta (anche 30km/h in alcuni tratti) a causa della sinuosità del tracciato.
  • Trasporta non oltre il 15% di merci scambiate tra Italia e Francia

L’attuale tunnel ferroviario del Frejus è del 1871, è il più alto e il più vecchio d’Europa, è stato ultimato nel 1871, 150 anni fa. Vogliamo affrontare i prossimi 150 anni con un’opera del diciannovesimo secolo?
 

PER LA VALLE DI SUSA

  • Solo 12 km su 57km del tunnel di base riguardano l’Italia e passerà sotto terra per circa il 90%. Le uniche parti non in galleria sono i 2.8 km della piana di Susa e i 5km della piattaforma logistica di Orbassano.
  • La differenza tra il suolo che si consuma e quello che si recupera è minima: un campo di calcio!

La linea storica non sarà abbandonata ma potenziata come metropolitana di valle a servizio dei residenti e del turismo locale.
Le opere “compensative” per i comuni interessati al tracciato sono in realtà opere di riqualificazione e valorizzazione del territorio per i quali sono previsti 136 milioni di euro, della prima tranche da 36 milioni 10 sono già stati stanziati, con un anticipo nella loro erogazione: non più 2 nel 2013 e gli altri 8 nel 2016, ma 2 miliardi adesso, 4 miliardi nel 2014 e 4 miliardi nel 2015. L’elenco di queste opere è lungo, si va dalla messa in sicurezza degli argini dei torrenti, alla ristrutturazione di scuole, a interventi di potenziamento della linea elettrica…
 

I COSTI

La realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino Lione, circa 65 chilometri, costa a 8.5 miliardi di euro, ripartiti tra Italia, Francia e Unione Europea. L’Italia ha già stanziato la copertura finanziaria per realizzare il suo tratto con 2 miliardi 930 milioni e l’Europa l’ha finanziata con il 40 per cento del costo totale. Oggi quest’opera la paghiamo solo il 35 per cento del suo valore, se la rinviamo (cosa che non succederà) l’Italia, già in ritardo per la logistica rispetto all’Europa, si ritroverà isolata e senza le infrastrutture adeguate per la ripresa economica; a quel punto se vorrà allora realizzare il tunnel dovrà pagarselo da sola.
D’altronde nelle Alpi si stanno costruendo sette tunnel ferroviari, quello della Torino-Lione è l’ottavo. Sbagliamo solo noi?
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IL DIALOGO E L’ASCOLTO

Nel corso degli anni il progetto è stato completamente rivisto con la proposta di ben 11 tracciati diversi, raccogliendo tutte le esigenze e le critiche. Nel 2006 il tracciato è stato completamente cambiato.
La sede del confronto è l’Osservatorio Torino-Lione che ha fatto dal dicembre 2006 a oggi ha fatto:

  • 208 sedute e oltre 300 audizioni di cui 65 internazionali.

 
Guardate la visita guidata del progetto e le tappe principali della timeline.
Tav Torino Lione è una linea ad alta velocità strategica: una sfida in cui vinciamo o perdiamo come Paese.