Nelle infrastrutture applichiamo un principio rivoluzionario per sbloccare un meccanismo sbagliato

Intervista a Il Giorno, il Resto del Carlino e La Nazione “Lupi fa la guardia alle grandi opere. Revoca dei fondi ai cantieri lenti”. Leggete qui.

L’intervista si apre con la domanda: le infrastrutture sono volano per la crescita eppure in Italia sembra tutto bloccato. Per quale motivo?
 
IL MECCANISMO ITALIANO
Negli ultimi 10 anni abbiamo realizzato grandi opere. Per esempio al momento dell’intervista ero sul treno ad alta velocità per Milano. Il problema del nostro Paese è che si sommano:

  • Iter complessi per l’approvazione di opere
  • Il conflitto tra enti territoriali
  • Istituzioni regionali
  • Istituzioni nazionali

Così non ci sono tempi certi di realizzazione. Allocare risorse non implica la realizzazione immediata. Così, per confermare le intese generali e le risorse che servono, incontriamo le regioni. Questa settimana l’ho dedicata alle Marche.
 
NELLE MARCHE
Per il Quadrilatero, ad esempio, abbiamo il problema di una impresa che rischia il fallimento, ma questa infrastruttura viaria tra Marche e Umbria deve essere completata entro il 31 dicembre. È urgente che le opere programmate si realizzino in tempi certi.
 
GLI STRUMENTI
L’articolo 18 del ‘decreto del fare’ sancisce un principio rivoluzionario. C’è la competenza delle risorse per realizzare le opere, ma poi c’è la cassa che deve premiare lo stato di avanzamento delle opere chilometro dopo chilometro. E si deve avere il coraggio di revocare le opere ferme da decenni e destinare quelle risorse ad altre opere che sono pronte.
Quando le risorse sono scarse le dobbiamo far diventare un moltiplicatore immediato di lavori. Con gli stanziamenti disponibili da subito si possono fissare date certe. E se entro le date fissate non si apre il cantiere o non si fa l’intervento programmato, viene revocato il fondo. Un meccanismo che funziona da stimolo. Crediamo che da qui alla fine dell’anno saranno creati 30mila nuovi posti di lavoro.
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NON SOLO GRANDI OPERE
L’altra grande novità è che in parallelo si destinano risorse immediatamente disponibili alla manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, delle nostre reti. Ci sono 300 milioni di euro per la riqualificazione di gallerie, ponti, viadotti. I bandi partiranno al massimo a ottobre. E poi ci sono le scuole, i piccoli comuni, i 600 milioni di lavoro per la manutenzione dei nodi ferroviari. È un piano generale. È vitale che ci si metta insieme per fare: solo così ridiamo speranza a questo Paese.
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PIU’ RISORSE LIBERE DALL’EUROPA
L’Europa ora ci consente maggiore flessibilità per gli investimenti ‘buoni’ co-finanziati dall’Europa, quelli che creano sviluppo. Nel 2014 noi dovevamo portare il rapporto deficit-Pil al 2,4%. Invece potremo arrivare al 3%. Si liberano oltre 10 miliardi. Quest’anno abbiamo speso 5 miliardi in opere infrastrutturali che rientrano nelle reti strategiche europee, per esempio il corridoio mediterraneo. Il prossimo anno spenderemo 9 miliardi e si libereranno risorse immediatamente spendibili per il nostro territorio.
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SULL’ABOLIZIONE DELL’IMU
Mercoledì si riunisce la cabina di regia per trovare l’accordo sull’Imu. Stiamo lavorando insieme seriamente per reperire le risorse: non si può togliere una tassa e metterne delle altre.