70 cristiani uccisi in Pakistan. Fate girare l'appello del Papa e del Meeting

Ennesimo massacro di cristiani in Pakistan. Per questo rilancio l’appello per i cristiani perseguitati del Meeting di Rimini.

 
LEGGETE E FIRMATE L’APPELLO DEL MEETING QUI
Di fronte all’ennesimo eccidio di cristiani in Pakistan, dove un attentato ha ucciso 70 persone che uscivano dalla Messa domenicale, sento innanzitutto di dover ricordare le parole di Papa Francesco al raduno dei Movimenti ecclesiali dello scorso maggio:

“Ci sono più martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa; più martiri! Fratelli e sorelle nostri. Soffrono! Loro portano la fede fino al martirio. Ma il martirio non è mai una sconfitta; il martirio è il grado più alto della testimonianza che noi dobbiamo dare. (…) Loro fanno l’esperienza del limite, proprio del limite tra la vita e la morte. E anche per noi: questa esperienza deve portarci a promuovere la libertà religiosa per tutti, per tutti! Ogni uomo e ogni donna devono essere liberi nella propria confessione religiosa, qualsiasi essa sia. Perché? Perché quell’uomo e quella donna sono figli di Dio”.

Il Papa quel giorno chiedeva quanti di noi pregano quotidianamente per questi fratelli perseguitati. Recentemente ha chiesto di pregare per la pace in Siria e pochi giorni fa di pregare anche per i politici, perché sappiano assumersi la responsabilità del bene comune.
Questa responsabilità ha anche una dimensione internazionale, invito tutti a sottoscrivere l’appello per i cristiani perseguitati lanciato dal Meeting di Rimini, a farlo conoscere anche all’estero attraverso la rete, perché il dovere della difesa della libertà religiosa per tutti diventi un movimento internazionale che scuota finalmente le istituzioni competenti.
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