Imprese Tav: i soldi per tutelarle ci sono e lo Stato è al loro fianco

Leggete alcuni passaggi della mia intervista a La Stampa “Tav, i fondi per le aziende ci sono, decreto legge entro la settimana” di domenica 6 ottobre.

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Io e tutto il governo facciamo nostro l’appello del Capo dello Stato Napolitano. E’ necessario superare ogni tolleranza e ambiguità nei confronti dei violenti e il governo può contribuire a realizzare questo obiettivo dando risposte in tempo reale alla Valsusa e agli imprenditori che hanno lavorato o lavorano al cantiere Tav di Chiomonte.
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TUTELARE LE IMPRESE
“Lo Stato ci ha lasciato soli e dallo Stato solo parole”. Queste le due accuse che ci arrivano. Io rispondo che capisco rabbia e frustrazione ma osservo anche che mai, come in questi 5 mesi, lo Stato è stato a fianco di imprenditori e amministratori impegnati nella realizzazione della Tav.
L’errore parlamentare che ci ha costretto a ritirare il provvedimento per risarcire le imprese danneggiate dai sabotaggi non significa che il governo fa retromarcia, anzi: in settimana questi provvedimenti saranno trasformati in un decreto legge immediatamente esecutivo che equipara le imprese impiegate nel cantiere Tav e che hanno subito danni, alle aziende vittime di intimidazioni mafiose.
 
I FONDI PER IL TERRITORIO
Questi soldi ci sono. Manteniamo le promesse fatte ai sindaci e imprenditori. Anche per le opere di compensazione per il territorio: quando siamo entrati al governo c’erano solo 3 milioni disponibili, gli altri tra il 2015 e il 2016. Adesso 10 milioni sono tutti da spendere e abbiamo tolto il vincolo del patto di stabilità per questi investimenti. Ci sono 40 milioni per i prossimi tre anni.
 
I CINQUESTELLE
I Cinquestelle dicano apertamente che non vogliono tutelare le imprese valsusine che hanno avuto intimidazioni e dimostrino concretamente di voler anche isolare i violenti.
E’ legittimo non essere d’accordo, fare opposizione, ma quando un’opera è stata approvata democraticamente il loro compito non è bloccarla ma diventare sentinelle per controllare che tutto avvenga nel rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità.
Ma è chiaro che devono essere sentinelle dello Stato e non dei violenti.
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