L'intervista di Maria Latella su SKYTG 24

Leggete i miei interventi a l’Intervista su SKY TG 24 di ieri domenica 14 ottobre 2013.
 

 
Il reato di clandestinità va abolito?
Se pensassimo di risolvere così di colpo il problema dell’immigrazione, lo faremmo domattina. Ma non è così. Nel govenro sono note due posizioni diverse: io ritengo che entrare in un paese in maniera clandestina sia un reato perchè viola le leggi.
Lampedusa non è il confine dell’Italia, Lampedusa è il confine dell’Europa. Quello che sta accadendo interroga solo l’Italia o riguarda anche l’Europa?
Le risorse che l’Italia mette le mette non solo per sé stessa ma per l’Europa. Allora bisogna mettersi d’accordo perchè i casi sono solo due visto che siamo un popolo ospitale da sempre:

  • O l’Europa ci dà queste risorse per affrontare il problema
  • Oppure non possono essere contate nel nostro patto di stabilità europeo! Mi sembra evidente!

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L’amnistia è una priorità?
Matteo Renzi mi sembra che si muova in politica per avere consensi. La richiesta e l’indulto sono stati motivati dal presidente Napolitano che ha posto in evidenza con forza il dramma delle carceri e la violazione dell’articolo della Costituzione.
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Allora il mio appello al Partito Democratico e al futuro segretario, è di smetterla di pensare solo al proprio partito e di ritenere che cose giuste che possiamo fare per il Paese riguardano sempre e solo l’unico nemico che per vent’anni ha tenuto insieme la sinistra: Berlusconi.
Sono capaci di dimostrare che il Partito Democratico è davvero riformista e coglie i problemi del Paese?
 
Berlusconi: tra un mese circa decade da Senatore?
La posizione del Pdl è sempre stata molto chiara: ancora una volta c’è stata una procedura ad personam e si è voluta accelerare i tempi e applicare retroattivamente una legge che non poteva essere applicata nel passato.
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Dobbiamo essere in grado con forza di difendere il nostro leader e la sua storia ma anche l’ingiustizia che ha subito in questi vent’anni. Questi processi che ora arrivano alla fine sono il frutto di una guerra giudiziaria contro chi ha avuto il coraggio di scendere in politica per il bene del Paese.
Dobbiamo dimostrare di poter fare le cose insieme: governare per uscire dall’emergenza e ribadire questa nostra battaglia.
 
Quale futuro per il Pdl?
Berlusconi quando ha scelto di votare tutti insieme la fiducia al governo Letta ci ha dimostrato ancora una volta ciò che da sempre ci insegna: che la politica mai e poi mai può andare contro l’interesse del Paese, l’interesse dei nostri cittadini e anche l’interesse dei nostri elettori.
Lo dico soprattutto ad alcuni amici del partito: stiamo tornando al dibattito della vecchia politica. Il problema sembra il regolamento dei conti interno, l’azzeramento delle cariche, i poteri, i congressi… Cioè temi che ci distanziano dalla realtà concreta di oggi.
I sondaggi lo dicono chiaramente: avevamo perso e ora abbiamo recuperato. Perchè la proposta politica del Pdl è questa: rappresentare con forza la maggioranza degli italiani che vuole meno tasse, uscire dall’emergenza economica, che vuole che si mettano insieme accoglienza e rispetto delle leggi.
Dobbiamo lavorare per l’unità del nostro partito insieme a Berlusconi.
 
Berlusconi avrebbe detto che non ha scelto lui gli altri ministri oltre ad Alfano. E’ vero?
Non posso ovviamente crederci che abbia detto questo. So solo che mi ha chiamato lui quando sono diventato ministro e mi ha detto che mi aveva proposto per fare il ministro delle Infrastrutture e Trasporti.
 
Ci saranno le primarie?
Noi siamo stati quelli che fortemente le volevamo quando il presidente Berlusconi sembrava non volesse più scendere in campo. E’ stato Alfano a volerle e a fare una dura battaglia su questo. Io credo che noi dobbiamo avere il coraggio di innovare anche un nuovo modello di partito. Certamente le primarie sono uno strumento migliore delle tessere, la conta delle correnti, i congressi etc.
 
Alitalia: “come può nascere una classe di veri imprenditori se ogni volta che si dimostrano incapaci lo Stato li salva? O meglio, li salva se sono grandi, li lascia fallire se sono piccoli”
Sono d’accordo e forse non si è capita l’operazione che il governo ha fatto in questi dieci giorni. Noi non vogliamo salvare nessuno ma il governo deve fare il governo. Quindi creare le condizioni per cui tuttle le imprese possano vincere la sfida della crisi. E sul settore trasporto aereo che noi riteniamo fondamentale, nella collaborazione coi privati, si possa continuare ad esercitare questo ruolo.
Lo Stato non ci ha messo un euro delle tasche dei cittadini e non ripianerà di un euro i debiti che i privati hanno creato. Le poste sono un’azienda pubblica che sta sul mercato e che fa utili.
Noi abbiamo individuato le condizioni perchè potessero rilanciare un piano industriale diverso da quello del passato e che oggi è fallito. E che potessero far tornare questa azienda ad essere protagonista e a non trattare in posizioni di debolezza con Air France. L’Italia non è una cenerentola ma un pilastro fondamentale di questa alleanza.
Su 300 milioni di aumento di capitale, 225 milioni di euro sono messi da quei privati che in cinque anni hanno creduto nell’azienda.
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