Approfondimento: che cos'è la Service Tax

(Aggiornamento 16 ottobre) Dal 2014 entrerà in vigore il modello di tassazione comunale “federale” ispirato ai principi del federalismo fiscale, come approvati dalla Commissione Bicamerale appositamente costituita nella scorsa legislatura. Ecco un approfondimento.

 
AGGIORNAMENTO 16 OTTOBRE

LA NUOVA SERVICE TAX

La Service Tax nella #leggedistabilità
 
La nuova Service Tax «Vedo, pago, voto»
Con la Legge di Stabilità arriva finalmente il riordino del sistema di tassazione locale che pone l’Italia in linea con gli standard europei. Nel complesso l’operazione consentirà un alleggerimento del carico tributario sugli immobili pari ad 1 miliardo di euro. La cifra verrà infatti trasferita dallo Stato ai Comuni che dunque non subiranno perdite di risorse. Saranno i sindaci a decidere le modalità attraverso le quali applicare gli sgravi.
La nuova Service Tax avrà due gambe:

  1. La tassa che serve a coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti (TARI). È calcolata in base ai metri quadrati o alla quantità di rifiuti e la versa chi occupa l’immobile.
  2. La tassa sui servizi indivisibili offerti dai comuni (TASI). È calcolata sul valore catastale ed è pagata dai proprietari. Nel caso di immobili affittati il conduttore partecipa per una piccola quota, tra il 10 e il 30%

Sulla prima casa al posto di IMU e TARES si verserà la tassa sui servizi municipali. Per la parte riferita ai servizi indivisibili, per il 2014 l’aliquota massima è fissata al 2,5 per mille. Per le altre proprietà immobiliari il Comune potrà riscuotere l’imposta relativa ai servizi indivisibili insieme all’IMU, ma la somma tra le due non potrà essere superiore alla cifra prevista applicando l’attuale aliquota massima dell’IMU. La Service Tax vuol dire piena autonomia: una tassa locale pagata ai Comuni per pagare i servizi dei Comuni.
 
Per il 2013 l’Imu sulla prima casa non si pagherà più e questo è un fatto. Dopo tanto tempo le famiglie italiane non pagano più una tassa perchè il governo l’ha tolta!
Come ha assicurato il premier Letta durante la conferenza stampa del Cdm, la Service Tax «non sarà un Imu mascherata».Vuole creare un meccanismo federale di responsabilità e non un sistema in cui i comuni erano solo esattori. “Pago, vedo, voto”, se il sindaco applica bene e in modo responsabile lo rivoto, altrimenti no.
 
La nuova tassa sarà:

  • Un’imposta sui servizi comunali che sostituisce la Tares
  • Sarà riscossa dai Comuni

E divisa in due parti:

  1. La prima per coprire il costo della raccolta dei rifiuti (che si paga in base ai metri quadrati)
  2. La seconda per i servizi indivisibili pagata dagli occupanti dell’immobili

 
La prima componente della Service Tax (Tari) sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani.
Le aliquote, commisurate alla superficie, saranno parametrate dal Comune con ampia flessibilità ma comunque nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga” e in misura tale da garantire la copertura integrale del servizio.
 
La seconda componente (Tasi) sarà a carico di chi occupa fabbricati.
Il Comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali). Il Comune avrà adeguati margini di manovra, nell’ambito dei limiti fissati dalla legge statale.
 
La capacità fiscale (cioè il gettito potenziale che i Comuni potrebbero ottenere dal pieno utilizzo delle facoltà di manovra fiscale sui loro tributi) sarà preservata, nel pieno rispetto del principio federalista dell’autonomia finanziaria di tutti i livelli di governo. L’autonomia nella fissazione delle aliquote sarà limitata verso l’alto per evitare di accrescere la capacità fiscale e quindi il carico sui contribuenti, applicando aliquote massime complessive.
 
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