Ora la crescita, partendo dal cuneo fiscale

Intervista a Il Sole 24 Ore “Lupi: ora la crescita, partire dal cuneo” di sabato 30 novembre 2013. Eccone alcuni passaggi.

 
Bisogna fare una norma di legge che preveda un meccanismo cogente di destinazione, già da oggi, delle risorse della spending review alla riduzione del costo del lavoro. Questo è modo per dare risposte concrete alle imprese e ai lavoratori. Queste risorse arriveranno già dal 2014 perchè si sta facendo un lavoro serio e i primi risultati arriveranno presto.
Da subito questo governo ha adottato misure importanti per lo sviluppo:

  • Bonus fiscali per l’edilizia che ha generato un boom di lavori. Li abbiamo rifinanziati con 1 miliardo di euro nel 2014;
  • Rilancio delle infrastrutture e manutenzione con risorse per complessivi 7 miliardi;
  • Potenziamento dei fondi di garanzia di Cassa depositi e prestiti per mutui e ristrutturazioni;
  • Programma 6000 campanili con l’aggiunta di 50 milioni per le opere di manutenzione del territorio dei piccoli comuni. Abbiamo avuto circa 3.500 domande dai comuni con progetti cantierabili al febbraio 2014. Vorrei riuscire a finanziarne almeno duemila: sarebbero tutti lavori che vanno alle piccole e medie imprese.

 
IMU
Non è un pasticcio il fatto che facciate pagare una parte della seconda rata a quei contribuenti residenti nei comuni che hanno alzato le aliquote nel 2012 e 2013?
Anzitutto dobbiamo dare la giusta proporzione alla cosa per evitare esagerazioni. Stiamo parlando di 150 milioni rispetto ai 4 miliardi del’Imu del governo Monti. Detto questo, sono d’accordo che + un segno che va controcorrente e va corretto. Ci stanno lavorando i ministri dell’Economia e degli Affari regionali.
 
TRASPORTO LOCALE
La cosa che più colpisce di genova è l’utilizzo di un approccio ideologico che sventola la paura delle privatizzazioni per difendere i posti di lavoro e non affrontare con coraggio le scelte che abbiamo davanti. La sfida è la riorganizzazione di uno Stato e del modo in cui organizza i servizi pubblici. Penso che dobbiamo discutere anche con le Regioni e i comuni come cambiare il modo di dare servizi, scegliendo di volta in volta la soluzione migliore.
In questa soluzione può esserci l’integrazione fra privato e pubblico o l’integrazione fra ferro e gomma. Solo riorganizzando i servizi, come è successo con l’Alta velocità, noi salviamo i posti di lavoro.
 
ALITALIA
Accolgo con soddisfazione il fatto che i soci privati abbiano quasi completamente sottoscritto l’aumento di capitale. Vuol dire che c’è la volontà non solo di sopravvivere ma anche di rilancio. E vedo un’analoga volontà nei sindacati.
Dopo la rinuncia di Air France contiamo sul fatto che ora vengano allo scoperto quegli interlocutori che erano frenati dalla presenza dei francesi.
Noi intanto lavoriamo ad altri aspetti della regolazione. Con il piano aeroporti, per esempio, dobbiamo evitare che alcuni operatori low cost possano praticare prezzi concorrenziali grazie a facilitazioni che violano le condizioni di concorrenzialità, ma allo stesso tempo dobbiamo preservare l’interesse degli utenti. Conto di approvare il piano aeroporti entro fine annom stiamo concludendo il confronto con le Regioni.