Serve un nuovo patto di governo: la base del centrodestra è con noi

Intervista al Corriere della Sera “Serve un nuovo patto di governo. La base di centrodestra è con noi” di sabato 30 novembre 2013.

 
Dopo la fiducia ripartiremo con un governo nuovo, chiamiamolo di responsabilità, che non cambierà la sua natura di fondo ma che sarà più forte perchè i partiti che ne faranno parte non avranno più alibi.
 
Ministro il passaggio parlamentare chiesto dal presidente Napolitano segna la fine del governo delle larghe intese?
La richiesta del presidente Napolitano può essere una grande opportunità per rafforzare l’azione di governo e misurarla nei prossimi quindici mesi.
Certo ora si conclude una fase che aveva visto per sette mesi Pdl e centrosinistra collaborare in un governo eccezionale. Ora si volta pagina. Sentiamo una grande responsabilità: rappresentare al governo gli elettori del centrodestra.
 
Perchè lei dice che la natura dell’esecutivo non cambia?
Perchè è sempre un governo che vede due partiti contrapposti, in Nuovo centrodestra e il Pd, decidere corresponsabilmente di collaborare per proseguire un’azione che porterà il Paese fuori dalla crisi. Poi torneremo a confrontarci nel 2015 da posizioni diverse.
 
Cosa le dà tanta sicurezza sulla tenuta del governo?
In questi sette mesi la nostra azione aveva risentito fortemente delle contraddizioni dei due partiti maggiori della coalizione: da una parte, gli scossoni del Pd in vista del congresso; dall’altra il confronto aperto del Pdl sulla possibilità di conciliare il tema della giustizia e della decadenza di Berlusconi con la necessaria responsabilità nei confronti del Paese.
 
Un governo forte?
Berlusconi nel 2008 aveva 173 senatori, noi contiamo su 171. Ma la forza non verrà dai numeri quanto da un rinnovato patto di governo che segni il proseguimento dell’azione dell’esecutivo con un’azione ancora più coraggiosa cui daranno il loro contributo due matrici culturali diverse.
 
La fiducia verrà dopo il congresso del Pd. Non teme che Matteo Renzi possa rivelarsi un ostacolo alla tenuta del governo?
E’ ovvio che ognuno deve assumersi la propsia responsabilità. Renzi si scorsi di poter dettare da solo l’agenda del governo. Ma io credo che un conto sia il confronto congressuale, un altro le valutazioni sui bisogni del Paese. Renzi non vorrà lasciar andare il Paese alla deriva e se lo farà se ne assumerà la responsabilità. Lo ripeto: occorre un rinnovato contratto di governo che stabilisca, in continuità con quanto fatto fin qui, alcuni obiettivi e che salvaguardi questo lavoro da qualsiasi conflitto interno.
 
Quali obiettivi?
Da una parte avremo fallito se non faremo la nuova legge elettorale e non riusciremo a garantire la riforma della giustizia di cui il Paese ha molto bisogno. Dall’altra, per noi la grande partita resta la diminuzione della pressione fiscale e della spesa pubblica.
 
Forza Italia chiede l’apertura formale della crisi. Risposta?
Il presidente Napolitano è la carica istituzionale e la persona più autorevole per individuare il percorso. Lui ha chiesto un passaggio politico parlamentare perchè il Pdl si è diviso in due sul tema della responsabilità di governo. Il problema non è formale ma sostanziale e a Forza Italia diciamo che esiste ancora una maggioranza degli italiani e degli elettori del centrodestra convinti che il lavoro del governo di responsabilità Letta non sia ancora concluso.
 
I sondaggi di Forza Italia vi relegano a percentuali molto basse. Non vi preoccupa un possibile flop?
Non so quali sondaggi vedano gli amici di FI. Ma tutti quelli che ho letto io, e sono 9 su 10, ci danno tutti intorno all’8 per cento: per una forxa che non ha ancora un simbolo e una sede francamente non mi pare un brutto inizio. E poi se il 40 per cento dei consiglieri regionali e centinaia di amministratori locali stanno arrivando, qualche domanda qualcuno se la dovrebbe porre.
 
Cosa pensa dei poltronisti?
Di certo non siamo noi. Gli amici che sono in FI dicono che sono rimasti perchè Berlusconi ha i voti: se la nostra preoccupazione fosse stata quella della rielezione saremmo anche noi in Forza Italia. Io non ero con Berlusconi per i suoi voti, ma per la condivisione e la passione per un progetto. Quanto al resto, mi auguro che chi ha scelto di passare all’opposizione sia coerente e lasci gli incarichi, dai presidenti di commissione ai sottosegretari.
 
Cosa farete alle Europee?
Ci presenteremo con la nostra faccia, la nostra credibilità. Siamo nati da 10 giorni e mi pare ci siano già attenzione e seguito. La nostra concretezza per una politica che voglia ridare speranza ad un grande Paese ci farà conquistare il consenso che speriamo. E’ una sfida affascinante in cui ci giochiamo tutto, ma non mi stupirei se diventassimo la grande forza di traino del nuovo centrodestra.
 
Come saranno in futuro i rapporti con FI?
Saremo due partiti che lavorano per costruire una grande maggioranza di centrodestra. Noi abbiamo una grande opportunità: ricostruire un’area politica che riporti con credibilità il centrodestra a governare il Paese.
 
Pensa a una riunificazione futura?
Non dobbiamo rifare la Dc, sarebbe antistorico. I cittadini ci chiedono che ci sia un bipolarismo che rappresenti le due grandi aree. Noi avremo come primi interlocutori Forza Italia e la Lega e poi mi auguro si possa dialogare con tutte le forze del mondo moderato, a partire dall’Udc di Casini.
 
Sul caso del suo viceministro De Luca?
Ho posto una questione che ribadisco: la legge è chiara e va rispettata e tanto più la deve rispettare chi ha incarichi amministrativi e di governo. Non si può fare il sindaco e il viceministro: quando De Luca si si dimetterà, la mia collaborazione con lui sarà immediata.