Dopo la fiducia un contratto di coalizione con scadenza precisa su 6 punti. Poi al voto.

Leggete la mia intervista ad Avvenire “Pronto patto in sei punti. Governo argine al disagio” di mercoledì 11 dicembre 2013.

 
Decine di imprenditori e big della grande distribuzione hanno dovuto abbassare le saracinesche. «Se perdiamo anche questi pochi giorni di lavoro – dicono -, con noi crollano centinaia di famiglie…». Ho deciso con il sottosegretario Girlanda di riconvocare per martedì l’incontro con gli autotrasportatori. Inviteremo tutti: sia le sigle che hanno già firmato gli accordi, il 95%, sia chi sta protestando.
Dobbiamo proseguire nel lavoro che abbiamo iniziato, affrontando per esempio il problema dell’autotrasporto nelle isole e gli altri temi sul tappeto. Abbiamo già stanziato oltre 660 milioni nella legge di stabilità su accise e costo del lavoro. E solo dialogando e lavorando responsabilmente tutti insieme non vinceranno rabbia e frustrazione, sentimenti comprensibili ma che non possono andare contro il bene comune».
LEGGETE ANCHE: Il governo traduce il dialogo con le parti in fatti concreti
 
Ministro, è preoccupato?
Finora il Paese ha dato una risposta incredibile e generosa alla crisi. Famiglie, imprese, sindacati, corpi intermedi hanno parato i colpi. Ma ora, proprio ora che abbiamo un trimestre senza il segno meno davanti al Pil, ci prendiamo il lusso di impazzire? Dove porta questa protesta? Cosa cambia? Come migliora le cose? Lo chiedo a chi manifesta e blocca le strade, ma soprattutto a chi soffia sul fuoco…
 
Parla di Grillo e Berlusconi?
Distinguo nettamente. Berlusconi lo conosco bene, non si lascerà trascinare nell’irresponsabilità. Che si tratti di sostenere una protesta che mette in ginocchio il Paese o si tratti di seguire le corbellerie di Grillo sull’impeachment di Napolitano.
 
Non pensa che ci sia una responsabilità dell’esecutivo almeno per il pesante ingorgo fiscale di questo fine anno? Le tredicesime ancora non ci sono, ma già si possono considerare bruciate…
Comprendiamo benissimo i motivi del disagio nel Paese. Ora che il quadro politico si è finalmente assestato, vogliamo essere ancora più coraggiosi e determinati. Ci sarà un’accelerazione forte.
 
Sull’Imu però non è stato un gran colpo d’immagine per l’esecutivo…
E’ vero, forse abbiamo fatto confusione e alcuni Comuni non si sono comportati in modo lineare. Però nessuno può dimenticare che abbiamo trovato 4,8 miliardi per la cancellazione totale sulla prima casa, è ingiusto essere accusati per 250 milioni di residui da pagare. Troveremo anche quelli, non lasceremo ombre.
 
Restano in sospeso tanti temi del dossier-casa…
Entro fine anno varerò un decreto che contenga almeno 200 milioni per i fondi sulla morosità incolpevole egli affitti. Eviteremo migliaia di sfratti ma senza arrecare un euro di danno ai proprietari.
LEGGETE ANCHE: Subito altri fatti per affrontare l’emergenza casa
 
La situazione sociale aumenta le responsabilità di Renzi?
Aumenta le responsabilità di tutti. Intanto domani (oggi, ndr) con il voto di fiducia diremo che non c’è crisi al buio, che le forze più coraggiose del Paese continuano a farsi carico di un governo di responsabilità nazionale.
 
Quale passo seguirà la fiducia?
La road-map che abbiamo in mente è chiara: entro meta gennaio ci deve essere un contratto scritto di coalizione su:

  • riforma del bicameralismo;
  • riduzione del numero dei parlamentari;
  • legge elettorale;
  • mercato e costo del lavoro;
  • investimenti;
  • sburocratizzazione del Paese.

Per ognuno dei 6 punti sarà indicata una scadenza precisa. Poi al voto, nella primavera del 2015.
 
Sulla legge elettorale voi e Renzi sembrate vicini nel merito (doppio turno per eleggere il “sindaco d’Italia”) ma lontani sulla tempistica…
Quello che diciamo mi sembra logico: la legge elettorale va insieme alle riforme istituzionali. E buon senso: se si riduce il numero dei parlamentari cambiano anche i dettagli delle regole per il voto. Se non c’è più il Senato, la legge elettorale può nascere formalmente solo dopo i quattro passaggi parlamentari, non prima. Quale è la distanza con Renzi? Io non la vedo.
 
E se il segretario Pd cercasse una maggioranza alternativa?
Non lo farà, ne sono certo. Nel giorno della vittoria gli ho scritto su Twitter: «Basta chiacchiere. Dobbiamo arrivare al 2015 riportando al centro la Politica con la P maiuscola e fare cose concrete».
 
Qualcuno dice che, se il sindaco strappa, voi siete pronti a staccare la spina al governo e andare al voto con il proporzionale puro…
Lo escludo, il tempo dei furbetti e dei tatticismi è finito. Vale per noi e vale per Renzi. Non andremo a votare con una legge elettorale che cui segna volontariamente il Paese al caos.
 
Ministro, ieri sera Alitalia ha illustrato il piano di tagli ai sindacati lasciando una certa delusione…
L’ad Del Torchio ha detto ai sindacati di non voler lasciare a casa nessuno e che i 128 milioni di risparmi sui costi del lavoro sono fatte con operazioni di solidarietà e l’eliminazione di alcune indennità. Dobbiamo aspettare il completamento dell’aumento di capitale, che è in dirittura d’arrivo: quello è il passaggio decisivo per la ricerca del partner internazionale.