La priorità è che il governo duri 14 mesi per fare le riforme

Leggete la mia intervista al Corriere della Sera “Si discute solo sul sindaco d’Italia. irresponsabile accettare i ricatti” di martedì 7 gennaio 2014.

 
Tutti cercano la rissa tranne i ministri del Nuovo Centrodestra, e Maurizio Lupi per primo. Lui manda a Renzi un messaggio chiaro: “E’ finito il tempo delle primarie del Pd, come quello delle discussioni del centro destra. Questo è il tempo delle assunzioni di responsabilità, da parte di tutti. Perchè questo governo, nato in circostanze straordinarie, in 14 mesi deve dare risposte concrete su temi circoscritti che interessano i cittadini e che adesso verranno messi nero su bianco.
LEGGETE ANCHE: Elenco dei principali fatti realizzati dal Governo Letta
L’urgenza è solo questa. Le sollecitazioni sono positive, purchè non ci costringano al passo del gambero ogni tre giorni con discussioni su elezioni anticipate, stabilità, rimpasti che non servono a nulla. Un accordo di massima nella maggioranza per un sistema sul modello del sindaco d’Italia c’è già. Va messo a punto e va discusso anche con le opposizioni ma non c’è alcun motivo perchè non si debba partire da li. Non avrebbe alcun senso.
 
Sia sincero: voi del Ncd non vi sentite un vaso di coccio tra i litiganti del Pd?
Sinceramente noi non dobbiamo occuparci di quello che accade al Pd.
 
Nemmeno quando, come accaduto con il caso Fassina, i riflessi sono direttamente sul governo?
Dico solo che per fare un grande partito serve grande responsabilità e una grande proposta. E’ legittimo voler applicare la propria linea, ma chiedo a Renzi come mi pare abbia fatto anche Fassina, che quella linea sia prima di tutto a sostegno del governo.
 
Con un rimpasto, e un ingresso di ministre renziani, il governo non sarebbe oggettivamente più forte?
Io trovo sia un grave errore aver aperto questo tema, che ci riporta alla vecchia politica. Questo non è un governo politico classico, nel quale si cambiamo i ministri se cambiano i segretari. L’unica cosa che conta è rafforzare l’azione di governo, e non credo che servano uno o due ministri renziani in più per farlo, se si vuole.
 
Renzi ha dettato le sue condizioni per rafforzare il governo, e due sembrano quelle giuste per irritarvi: unioni civili e modifica della Bossi-Fini.
Il Pd ha annunciato le sue priorità, tra domani e dopodomani noi illustreremo le nostre. Nessuno immagini che, dopo le primarie, questo sia diventato un monocolore Pd: non lo è. Nel contratto di programma ci saranno pochi punti, noi porremo i nostri temicrescita, imprese, categorie e soprattutto famiglia – e non arretreremo di un millimetro. I democratici presenteranno i loro, e poi faremo la sintesi.
 
Sulle unioni civili siete disposti a trattare?
Valuteremo, certo. Sui diritti civili individuali non abbiamo preclusioni. Altra cosa è mettere in discussione il concetto di famiglia o toccare il tema delle adozioni.
 
Forse il vero punto decisivo per la vita del governo è un altro: la legge elettorale. E Renzi sta accelerando sempre più…
Ci siamo dati tempi certi e fiducia reciproca. Non vogliamo credere che, se si vara in tempi brevi una legge elettorale, questo porterà a un voto anticipato a maggio o a novembre, che sarebbe deleterio. E non ci crediamo perché noi, come il Pd, ci siamo impegnati proprio perché il governo duri 14 mesi per portare a termine riforme e provvedimenti economici, per far riprendere la corsa al Paese.
 
Però fra le tre proposte di Renzi – Mattarellum, sistema spagnolo, sindaco d`Italia – due sono per voi fumo negli occhi.
Pensiamo che il Mattarellum non risolva il problema dell’imposizione dall’alto dei candidati, e che possa portare a degenerazione del sistema politico. Il sistema spagnolo crea un bipartitismo che non è nella storia e nella realtà del nostro Paese, sostanzialmente bipolare. Invece, sul modello del sindaco d’Italia – che ha dimostrato di funzionare bene e che può essere migliorato inserendo le preferenze e un premio che non sia distorsivo – esiste già nella maggioranza una sostanziale condivisione. Mí pare ovvio che si debba partire da lì, cercando di coinvolgere anche gli altri.
 
Ma se invece, come molti dicono, Renzi guardasse ad un accordo con Forza Italia sul modello spagnolo, per voi sarebbe inaccettabile?
L’errore di questi anni è stato di vivere di sospetti reciproci, di retroscena, di voci. Io sono convinto che si partirà da una proposta di maggioranza. Anche perché non avrebbe senso partire da un accordo con chi, come FI, ti dice: facciamo questo sistema per andare subito a votare. Noi ci siamo spaccati proprio perché ritenevamo che non si potesse andare a votare prima che il governo avesse completato il suo compito. Sottostare a certi ricatti sarebbe da irresponsabili. E io non voglio credere che, di fronte ai bisogni del Paese, ci si sottragga dalle responsabilità.