Tariffe autostrade: ho chiesto all'Aiscat uno sconto del 20% per i pendolari su tutta la rete

(aggiornato 24 gennaio)  Oggi ho incontrato presso il ministero Fabrizio Palenzona e Giovanni Castellucci, presidente e vicepresidente di Aiscat (associazione delle concessionarie autostradali) ai quali a chiesto, a nome del governo, agevolazioni tariffarie del 20 per cento per i pendolari su tutta la rete autostradale.

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Ho anche chiesto una risposta in tempi brevi in modo da poter rendere operativa una eventuale risposta positiva entro i primi giorni di febbraio.

  1. Massima trasparenza sui criteri con i quali si è giunti, dopo un lungo lavoro con il ministero dell’Economia, agli adeguamenti tariffari. Il luogo idoneo per queste comunicazioni è il Parlamento. Ho inviato oggi una lettera ai presidenti delle due Camere perché sia fissata quanto prima un’audizione in merito presso le competenti Commissioni di Camera e Senato. In quell’occasione presenterò dettagliata documentazione dell’iter seguito per giungere a un aumento medio dei pedaggio del 3,9% rispetto a una richiesta media del 4,7 %.
  2. “Pacta sunt servanda”. Abbiamo rispettato i patti e i contratti dei sei regimi tariffari in concessione. Il sistema che abbiamo messo in piedi prevede la collaborazione pubblico-privato, investimenti in project financing fatti da soggetti privati con recupero tariffario. Il governo di un Paese occidentale rispetta le leggi e i patti, farlo dà certezza ai mercati e attira investimenti esteri. Chi in passato ha cercato di non dare attuazione agli accordi ha dovuto tornare sui suoi passi e risarcire le concessionarie per i mancati introiti. Quella del ministero è stata un’azione puntuale, rigida e severa nel controllo di ogni singola richiesta delle concessionarie e nell’applicazione delle regole, che si basano su tre principi: l’adeguamento del tasso di inflazione; la verifica degli investimenti effettivamente eseguiti ed effettivamente contabilizzati. Nel 2013 gli investimenti sulla rete autostradale sono stati di oltre 2 miliardi di euro (2.031 milioni), il 30% del totale di investimenti in infrastrutture del Paese; il fattore di riequilibrio con la domanda, quello dal 2008 al 2013 è il primo quinquiennio in cui il traffico è costantemente sceso.
  3. L’impatto sociale degli aumenti non va sottovalutato, per questo la richiesta di forme di agevolazione è stata avanzata con particolare forza dal governo. Parallelamente e indipendentemente da questa richiesta da attuare in tempi brevi, inizia un lavoro più lungo per rendere compatibile i due fattori del sistema: gli investimenti privati e il loro recupero con le tariffe. Un lavoro consensuale di revisione che tenga conto della nuova situazione creatasi, in cui fattori una volta non decisivi sono invece diventati oggi fondamentali. Per questo motivo, dopo aver fortemente voluto l’istituzione dell’Autorità dei Trasporti accelerando sull’iter che ha portato alla sua nomina nel settembre scorso, ho invitato oggi il presidente Andrea Camanzi a essere presente nella sua terzietà a questo incontro, perché in questa materia il suo ruolo per il futuro è fondamentale.
  4. Che cosa ho chiesto oggi ad Aiscat? Una decisione immediata e il lavoro per un nuovo scenario che ci deve impegnare in questo anno.

Le categorie su cui pesa maggiormente l’impatto degli aumenti sono due: gli autotrasportatori e i pendolari. Per gli autotrasportatori è aperto da tempo un tavolo con il sottosegretario Rocco Girlanda, e già oggi ci sono stati incontri nei quali è stato affrontato il problema.
Abbiamo individuato i “pendolari” in base a tre criteri:

  1. il viaggio da punto a punto (da un casello all’altro che vanno indicati)
  2. la frequenza della percorrenza di questa tratta (chi va al lavoro 5 giorni alla settimana fa 20 viaggi di andata e ritorno al mese, 40 volte la tratta indicata)
  3. la lunghezza delle tratta percorsa (sino a un massimo di 50 km per tratta, essendo la percorrenza media sulle nostre autostrade di 40 km).

A queste persone chiedo che venga riconosciuta una forma di “abbonamento” con una agevolazione tariffaria del 20%, e con una modulazione progressiva a scendere al variare del numero dei viaggi sino a una soglia minima da concordare (chi fa ad esempio 30 viaggi godrà di una agevolazione minore del 20%, per chi ne fa 20 l’agevolazione scenderà ulteriormente, eccetera).
In un momento difficile come questo si tratta di un importante segnale di aiuto a chi per lavoro o studio deve spostarsi quotidianamente. Ed è un segnale che vogliamo dare indipendentemente dal resto del lavoro che dovremo fare sugli aspetti regolatori delle tariffe. E’ un segnale che vogliamo e dobbiamo dare in fretta, attendiamo dal sistema autostradale una risposta tecnicamente verificata per l’inizio di settimana prossima, in modo da poter essere operativi per i primi di febbraio.
Aggiungo a margine che il non rispettare i patti in essere avrebbe messo a rischio tutto il sistema. Soprattutto avremmo messo a rischio gli importanti investimenti che stiamo facendo in infrastrutture, cito ad esempio solo la TEEM (tangenziale esterna est di Milano) e l’autostrada BreBeMi, decisive per il successo di Expo 2015 e per le quali è stato appena chiuso il closing finanziario.