Stiamo lavorando tutti insieme alla legge elettorale. NCD non si farà escludere

Leggete la mia intervista a La Stampa “Lupi: respingeremo i tentativi di farci fuori” di Mattia Feltri, lunedì 20 gennaio 2014.

 
Ministro Lupi, sembra che l’accordo fra Berlusconi e Renzi abbia rasserenato voi del Nuovo centrodestra.
«No perché nessuno di noi era angosciato da questo incontro…».
 
Cicchitto l’aveva paragonato al patto Molotov-Ribbentrop…
«Il problema era molto semplice: quando ho incontrato Renzi, gli ho detto che eravamo interessati alle riforme più di lui, visto che siamo nati contro l’ipotesi di far cadere il governo lasciando il Paese in balia della crisi e senza ammodernamento delle istituzioni. È stata una scelta difficile, in cui avevamo messo la nostra credibilità. Oggi abbiamo le nostre idee e vanno ascoltate».
 
E infatti eravate preoccupati.
«Volevamo evitare una legge elettorale pensata per far fuori gli altri partiti. Siamo contenti se si torna al bipolarismo anziché andare verso il bipartitismo, perché un conto è semplificare il quadro limitando le piccole formazioni, altro è mettere una soglia di sbarramento al 15-18 per cento».
 
E chi l’ha mai proposta?
«Se si istituiscono collegi piccolissi – due o al massimo tre parlamentari, di fatto si inserisce quella soglia lì. Ma è tutto scongiurato. Ci sarà una soglia di sbarramento seria che per noi deve essere del 4 per cento se si è in coalizione e dell’8 se si va da soli».
 
L’avete visto il testo definitivo?
«No, lo vedremo domani, come tutti. Noi, come si sa, preferivamo la legge del sindaco d’Italia. Non è stato possibile ma a quel punto ci premeva che si favorisse la governabilità con un premio di maggioranza che stesse nei limiti indicati dalla Consulta, con la soglia di sbarramento di cui abbiamo detto e con la ripartizione dei seggi su basse nazionale. In più si deve sapere chi sta con chi, di modo che le coalizioni siano chiare. Mi pare si vada in quella direzione».
 
Quindi avete un’intesa.
«Si sta lavorando tutti insieme. Ci sono anche questioni aperte perché sappiamo che Forza Italia vuole liste bloccate mentre noi siamo per le preferenze. Vedremo».
 
La soglia di sbarramento di cui lei parla fa pensare, come dice Renzi, che nel vostro orizzonte ci sia ancora Berlusconi.
«Certo, ci chiamiamo Nuovo centrodestra e siamo alternativi a Renzi. Quindi si dialogherà sempre con Berlusconi, si cercherà di rafforzare lo schieramento, di tornare a vincere, recuperando quel 15-20 per cento di elettori persi da Forza Italia: non credo che Berlusconi sia contento di essere al 21 per cento.
Si dovranno fare le primarie di coalizione per la scelta del candidato premier. E comunque i sondaggi dicono che siamo al 6.5 per cento, e abbiamo ampi spazi di crescita. Siamo un partito senza soldi e che sta rapidamente muovendo i primi passi».
 
I sondaggi dicono tante cose e spesso diverse fra loro.
«Tanto a maggio si vota per le europee e poi si vede».
 
Ma quanto siete contenti che Berlusconi sia tornato alle larghe intese?
«Proprio larghe intese no… Però siamo contenti se, come abbiamo sempre ritenuto imprescindibile, Berlusconi è tornato a trattare, addirittura a casa dei suoi carnefici, come li chiama lui. Lo dico senza nessuna ironia».
 
Un po’ ironico sembra…
«Ma no, trovo invece molto positivo che la politica stia abituandosi a darsi dei tempi e a fare le cose velocemente».
 
In questo si deve dire grazie a Renzi.
«Sì, senz’altro. Ma anche io, col governo Letta, ho fatto una legge che impone il rispetto dei tempi per ricevere i finanziamenti nell’ambito delle infrastrutture: aver posto il limite del 31 dicembre 2013 per mantenere i fondi ha accelerato molti progetti. Però è vero che alcune cose le abbiamo capite, come dice quel libro importante, nonostante la dura cervice… (ride ndr)».
 
A proposito di governo. Ora che si fa?
«Penso che si debba andare avanti individuando sette o otto priorità da realizzare nei prossimi mesi, e lo si debba fare con la velocità e le serietà con cui stiamo facendo la legge elettorale. E se c’è bisogno di rinnovare la squadra la si rinnovi immettendo forze fresche».
LEGGETE ANCHE: Priorità non è il rimpasto di governo ma stabilire i punti di lavoro per i prossimi 14 mesi
 
Quindi anche Renzi e i suoi al governo.
«Magari non proprio lui ma penso che la sua segreteria o comunque il suo partito, secondo il nuovo corso, dovrebbe impegnarsi nell’azione di governo».
 
Non lo farà mai. Anche lui deve prendere voti alle Europee…
«È proprio qui la differenza che anche come Nuovo centrodestra vogliamo testimoniare: bisogna fare cose al governo non per prendere voti alle Europee ma perché ne hanno bisogno le famiglie, le imprese e i lavoratori, e bisogna farle con urgenza. Per quanto riguarda noi, alle Europee ci saranno sorprese».
 
Non negative, vi auguro.
«Positive, molto positive…».
 
 

Ministro Lupi, sembra che l’accordo
fra Berlusconi e Renzi abbia rasserenato
voi del Nuovo centrodestra.
«No perché nessuno di noi era angosciato
da questo incontro…».
Cicchitto l’aveva paragonatoal patto
Molotov-Ribbentrop…
«Il problema era molto semplice:
quando ho incontrato Renzi, gli ho
detto che eravamo interessati alle riforme
più di lui, visto che siamo nati
contro l’ipotesi di far cadere il governo
lasciando il Paese in balia della crisi
e senza ammodernamento delle
istituzioni. È stata una scelta difficile,
in cui avevamo messo la nostra credibilità.
Oggi abbiamo le nostre idee e
vanno ascoltate».
E infatti eravate preoccupati.
«Volevamo evitare una legge elettorale
pensata per far fuori gli altri partiti.
Siamo contenti se si torna al bipolarismo
anziché andare verso il bipartitismo,
perché un
conto è semplificare
il quadro limitando
le piccole
formazioni, altro è
mettere una soglia
di sbarramento al
15-18 per cento».
E chi l’ha mai
proposta?
«Se si istituiscono
collegi piccolissi-
due o al massimo tre parlamentari, di
fatto si inserisce quella soglia lì. Ma è
tutto scongiurato. Ci sarà una soglia di
sbarramento seria che per noi deve essere
del 4 per cento se si è in coalizione
e dell’8 se si va da soli».
L’avete visto il testo definitivo?
«No, lo vedremo domani, come tutti.
Noi, come si sa, preferivamo la legge del
sindaco d’Italia. Non è stato possibile
ma a quel punto ci premeva che si favorisse
la governabilità con un premio di
maggioranza che stesse nei limiti indicati
dalla Consulta, con la soglia di
sbarramento di cui abbiamo detto e con
la ripartizione dei seggi su basse nazionale.
In più si deve sapere chi sta con
chi, di modo che le coalizioni siano chiare.
Mi pare si vada in quella direzione».
Quindi avete un’intesa.
«Si sta lavorando tutti insieme. Ci sono
anche questioni aperte perché sappiamo
che Forza Italia vuole liste bloccate
mentre noi siamo per le preferenze. Vedremo».
La soglia di sbarramento di cui lei parla
fa pensare, come dice Renzi, che nel vostro
orizzonte ci sia ancora Berlusconi.
«Certo, ci chiamiamo Nuovo centrodestra
e siamo alternativi a Renzi. Quindi
si dialogherà sempre con Berlusconi, si
cercherà di rafforzare lo schieramento,
di tornare a vincere, recuperando quel
15-20 per cento di elettori persi da Forza
Italia: non credo che Berlusconi sia

contento di essere al 21 per cento. Si dovranno
fare le primarie di coalizione
per la scelta del candidato premier. E
comunque i sondaggi dicono che siamo
al 6.5 per cento, e abbiamo ampi spazi
di crescita. Siamo un partito senza soldi
e che sta rapidamente muovendo i
primi passi».
I sondaggi dicono tante cose e spesso
diverse fra loro.
«Tanto a maggio si vota per le europee
e poi si vede».
«Proprio larghe intese no… Però siamo
contenti se, come abbiamo sempre ritenuto
imprescindibile, Berlusconi è tornato
a trattare, addirittura a casa dei
suoi carnefici, come li chiama lui. Lo dico
senza nessuna ironia».
Un po’ ironico sembra…
«Ma no, trovo invece molto positivo che
la politica stia abituandosi a darsi dei
tempi e a fare le cose velocemente».
In questo si deve dire grazie a Renzi.
«Sì, senz’altro. Ma anche io, col governo
Letta, ho fatto una legge che impone il
rispetto dei tempi per ricevere i finanziamenti
nell’ambito delle infrastrutture:
aver posto il limite del 31 dicembre
2013 per mantenere i fondi ha accelerato
molti progetti. Però è vero che alcune
cose le abbiamo capite, come dice quel
libro importante, nonostante la dura
cervice… (ride ndr)».
A proposito di governo. Ora che si fa?
«Penso che si debba andare avanti individuando
sette o otto priorità da realizzare
nei prossimi mesi, e lo si debba fare
con la velocità e le serietà con cui
stiamo facendo la legge elettorale. E se
c’è bisogno di rinnovare la squadra la si
rinnovi immettendo forze fresche».
Quindi anche Renzi e i suoi al governo.
«Magari non proprio lui ma penso che
la sua segreteria o comunque il suo partito,
secondo il nuovo corso, dovrebbe
impegnarsi nell’azione di governo».
Non lo farà mai. Anche lui deve prendere
voti alle Europee…
«È proprio qui la differenza che anche
come Nuovo centrodestra vogliamo testimoniare:
bisogna fare cose al governo
non per prendere voti alle Europee
ma perché ne hanno bisogno le famiglie,
le imprese e i lavoratori, e bisogna
farle con urgenza. Per quanto riguarda
noi, alle Europee ci saranno sorprese».
Non negative, vi auguro.
«Positive, molto positive…».