Provvedimenti del Cdm per imprese e privatizzazioni

Consiglio dei ministri n° 46 con importanti provvedimenti per aiutare le imprese attraverso il rinvio dei termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi.Ma non solo.

Lo stesso Cdm ha approvato misure per:

  • il rientro e l’emersione senza anonimato di capitali all’estero;
  • sgravi e detrazioni per le imprese;
  • sgravi per i territori del modenese colpiti da alluvione e già colpiti dal sisma;
  • privatizzazione di parte di Poste Italiane ed ENAV;

 
In particolare per le imprese:
Detrazioni Irpef: vengono abrogati i commi 575 e 576 dell’articolo 1 della legge di stabilità per il 2014 che prevedevano l’aumento del gettito IRPEF in virtù di un taglio delle detrazioni. Le coperture per il mancato gettito verranno dall’incremento degli obiettivi minimi della revisione della spesa già contemplati nella legge di stabilità.
Sgravi fiscali per le imprese: per consentire a tutte le imprese di beneficiare nel corso dell’anno 2014 della riduzione dei contributi INAIL previsti nella legge di stabilità per il 2014, per un valore complessivo di un miliardo di euro, viene differito dal 16 febbraio 2014 al16 maggio 2014 il termine per il pagamento e l’invio telematico delle denunce nonché dei premi speciali. Il differimento si applica anche ai premi speciali, diversi dai premi speciali unitari artigiani, di cui all’articolo 42 del DPR 1124/1965.
 
Mentre per Poste Italiane ed ENAV:
Il Consiglio dei Ministri, ai sensi di quanto disposto dalla legge 474/1994 e dalla legge 481/1995 che regolamentano l’alienazione delle partecipazioni detenute dallo Stato, e in particolare di quelle che svolgono servizi pubblici, ha assunto uno schema di delibera in merito alle modalità di alienazione di quote di minoranza del capitale di POSTE Italiane ed ENAV (entrambe ad oggi controllate totalitariamente dal Ministero dell’economia e delle finanze), rispettivamente fino al 40% e al 49%.
In particolare il Consiglio dei Ministri ha approvato i testi di due schemi di DPCM, predisposti – una volta acquisito il parere favorevole sugli stessi da parte del Comitato Privatizzazioni – dal Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico.
Nello specifico gli schemi di DPCM approvati dal Consiglio dei Ministri prevedono:
Poste Italiane: viene regolamentata l’alienazione di una quota della partecipazione non superiore al 40%, disponendo che tale cessione – che potrà essere effettuata anche in più fasi – si realizzi attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali. Lo schema di decreto, inoltre, prevede che, al fine di favorirne la partecipazione all’offerta, potranno essere previste per i dipendenti del Gruppo Poste Italiane forme di incentivazione, tenuto conto anche della prassi di mercato e di precedenti operazioni di privatizzazione, in termini di quote dell’offerta riservate (tranche dell’offerta riservata e lotti minimi garantiti) e/o di prezzo (ad esempio, come in precedenti operazioni di privatizzazione, bonus share maggiorata rispetto al pubblico indistinto) e/o di modalità di finanziamento.
ENAV: si prevede la cessione di una quota che assicuri assicura il mantenimento in capo allo Stato di una quota di controllo assoluto (51%). Per assicurare la massima flessibilità al Ministero dell’economia e delle finanze nel processo di vendita, lo schema di decreto prevede che l’operazione potrà essere effettuata anche in più fasi, ricorrendo, anche congiuntamente, a un’offerta pubblica di vendita (rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti di Enav e delle sue controllate, e/o a investitori italiani e istituzioni), e/o a una trattativa diretta da realizzare attraverso procedure competitive e comunque assicurando che non insorgano situazioni di conflitti di interessi. Anche per Enav sono previsti incentivi per i dipendenti in caso di offerta pubblica di vendita. La delibera del Consiglio dei Ministri prevede comunque l’offerta pubblica quale percorso prioritario da perseguire, in presenza di un adeguato contesto di mercato.
Gli schemi di delibera adottata oggi dal Consiglio dei Ministri e i relativi schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, come previsto dalla richiamata normativa, passeranno all’esame delle competenti commissioni parlamentari che devono esprimere un parere (obbligatorio ma non vincolante). Acquisito il parere, e assunta la delibera definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, si provvederà all’emanazione dei DPCM.
Nelle more di tale delibera definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, gli uffici del Mef al fine di accelerare le procedure di cessione, procederanno alla selezione dei propri advisor.
 
Leggete l’intero comunicato stampa del Cdm n° 46.