Lombardia: NCD cresce e vuole essere rappresentato in giunta

Leggete la mia intervista al Corriere della Sera “Lupi: per le amministrative Ncd pronto a correre da solo” di mercoledì 5 febbraio a cura di Elisabetta Soglio.

 
«Noi andiamo da soli. Alle amministrative lavoreremo per far vincere la coalizione del centrodestra, ma presenteremo nostre liste e nostri candidati sindaco».
Questa la strategia del Nuovo Centrodestra in Lombardia: «Abbiamo dati impressionanti sulle continue adesioni di amministratori e puntiamo ad arrivare a duemila circoli». In Regione Lombardia «Il presidente Maroni ha annunciato il rilancio della squadra di governo e, in questa occasione, chiederemo che al nostro partito, che conta 9 consiglieri sui 19 del Pdl, venga riconosciuta una rappresentanza adeguata in giunta».
 
Ministro, quindi per le amministrative non tornerete con Forza Italia?
«Le ragioni che avevano fatto nascere il Nuovo Centrodestra non solo sono ancora valide, ma sono anche più forti: la nostra non è stata una finta, visto che abbiamo un progetto preciso: far sì che l’area dei moderati non sia rappresentata da un partito che rischiava di essere estremista e radicale per tornare ad essere vincenti in Italia e in Lombardia, sulla base di principi e valori che hanno fatto 20 anni della nostra storia. Sulla base di responsabilità, ricerca del bene comune, sussidiarietà, concretezza».
 
Correte da soli, insomma. E dove prenderete i voti?
«In Italia e in Lombardia FI ha perso moltissimi elettori passati dall’entusiasmo per una proposta politica che dava voce alla società civile alla delusione per una classe politica autoreferenziale, incapace di rimettersi in discussione e di farsi scegliere dagli elettori. Noi vogliamo recuperare quelli, non fare una gara con Forza Italia».
 
I rapporti con il resto della coalizione?
«Lavoriamo per battere il centrosinistra. Come detto, avremo nostre liste e nostri candidati sindaco: siamo ovviamente pronti a discutere all’interno della coalizione quali siano le candidature migliori, puntando su persone credibili, competenti e serie. Ascolteremo le proposte degli altri e ci aspettiamo che vengano ascoltate le nostre».
 
Non temete un flop elettorale?
«Al contrario: abbiamo dati ottimi. In Lombardia già 787 amministratori hanno aderito a Ncd, sono stati costituiti più di mille circoli e identificheremo insieme i possibili candidati partendo dalla base. Abbiamo troppo presente l’ultima cocente sconfitta elettorale alle amministrative dell’anno scorso. Forza Italia prima e il Pdl poi non sono mai riusciti a radicarsi sul territorio: lo dico senza chiamarmi fuori, visto che io ho fatto parte di quel gruppo dirigente».
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Alle Europee cosa farete?
«Avremo una nostra lista e, non essendoci coalizione, sarà per noi la vera grande sfida. L’obiettivo che ci siamo dati è arrivare, in Lombardia, a superare il 10 per cento dei consensi grazie alla credibilità della nostra proposta politica della concretezza di cui la nostra regione è modello».
 
A cosa allude?
«A vent’anni di buon governo che continua ancora oggi. In Regione, il nostro unico assessore, Mario Melazzini ha presentato un’ottima proposta sulle imprese a burocrazia zero. Prenderemo alcuni di questi contenuti e li porteremo nel contratto di programma che discuteremo con Renzi e con Letta».
 
In Regione qualcuno si lamenta perché il Nuovo Centrodestra starebbe dando fastidio alla maggioranza. Che succede?
«Se per dare fastidio si intende lavorare per evitare che il buono scuola sparisca o comunque venga assegnato sulla base di requisiti che condividiamo, allora continueremo a dare fastidio. Così come continueremo a lavorare perché nel riordino della sanità, che sicuramente va fatto, non si perdano le nostre eccellenze».
 
Ministro, puntate al rimpasto di giunta?
«Abbiamo chiesto al presidente Maroni un rilancio, che del resto lui stesso aveva già annunciato. Ma lo solleciteremo a riconoscere il fatto che in consiglio c’è una nuova realtà, dopo la scissione del Pdl. Oggi ci sono due partiti: uno, Forza Italia, ha dieci consiglieri e noi ne abbiamo nove. Crediamo di avere il diritto-dovere di partecipare al rilancio dell’azione di questo governo, che per altro Maroni sta conducendo in maniera egregia come sperimento anche da ministro delle Infrastrutture».