La Liguria non è tagliata fuori dal mondo. Investimenti su porti e terzo valico

Leggete la mia intervista a Il Secolo XIX “Treno in bilico? Ferrovia ok in meno di sei settimane” di sabato 8 febbraio.

Per riaprire la linea tra Andora e Cervo serviranno complessivamente meno di sei settimane, quindi ne restano altre cinque. Il cantiere per il raddoppio della ferrovia, in quei 18 chilometri già finanziati e riappaltati, dovrà tornare operativo tra 24 massimo 72 ore.
Il terzo valico? E’ un altro capitolo strategico, tra due settimane abbiamo già fissato una verifica. Vorrei vedere dei concreti passi avanti».
 
Relitti e castighi. Ministro, la Liguria si sente tagliata fuori dal mondo, periferica rispetto ai collegamenti nazionale. Che risposta può dare?
«Intanto mi dispiace che i liguri abbiano questa sensazione, ma posso assicurargli che non è così. I porti di Genova, La Spezia e Savona sono strategici per il Paese, non solo per la Liguria. Ma soprattutto non è più possibile parlare di infrastrutture a livello
regionale. Meglio, è indispensabile capire quanto sia indispensabile muoversi in sistema».
 
Giusto, ma difficile da spiegare con una linea che bloccherà per almeno due mesi i collegamenti verso la Liguria di ponente e la Francia. Non crede?
«Vero, bisogna intervenire subito: cinque settimane e la linea verrà riaperta».
 
Come giustificherebbe eventuali ritardi?
«O rispettiamo i tempi o perdiamo tutti la faccia».
 
Risposta ragionevole. Lei, lasciando il cantiere si è spinto oltre: “O mi dicono quando riaprirà il cantiere per il raddoppio del tratto San Lorenzo al Mare – Andora o non me ne vado da qui”. Se ne sta andando?
«Sto ripartendo».
 
Quando riapre il cantiere?
«Massimo 72 ore».
 
Significa lunedì. È bastato l’arrivo del ministro delle Infrastrutture?
«Volevo capire, è un metodo che usavo già nella mia esperienza di assessore nella giunta Albertini, a Milano. Ho parlato con il Prefetto, che ha avuto il via libera dal presidente del Tribunale di Imperia: si può tornare al lavoro, anche in attesa della perizia della commissione tecnica che decida chi ha ragione tra Italfer e la società spagnola che ha vinto la precedente gara d’appalto».
 
Ne ha parlato anche Raffaella Paita, assessore regionale alle Infrastrutture: nel rispetto dell’azione dei giudici, trovare e regolare quei casi che non impediscano di proseguire i lavori anche in presenza di un contenzioso…
«Concordo».
 
Torniamo all’isolamento della Liguria. Sarà presunto, ma qui stiamo ancora parlando di cinquanta chilometri di ferrovia a binario unico, progetto concluso a fine Ottocento. Non trova ci siano dei legittimi sospetti?
«Vero, il gap esiste ed è frutto di scelte sbagliate, fatte e portate avanti in passato».
 
Veniamo ai rimedi attuali?
«Riaprire il cantiere già finanziato e riappaltato, è il primo impegno. Quindi due anni, veri, per completarlo».
 
Restano altri 32 chilometri, da Andora a Finale e non ci sono le risorse per completarli.
«Vero, ma dividiamo quel che manca in lotti e iniziamo da qui: partiamo e portiamo a termine quel che si può finanziare, non possiamo disporre delle risorse che mancano».
 
Ancora rete ferroviaria: da Ventimiglia a Sarzana avete evidenziato 44 situazioni critiche. Sono altre potenziali “bombe” innescate, come la frana che ha causato il deragliamento ad Andora?
«Sì, sono altre situazioni critiche, ma tenute sotto controllo, gli interventi per risolverle sono prioritari e già finanziati. Seguono il punto uno, che è la rimozione del locomotore e la riapertura della linea».
 
Il locomotore verrà sollevato con una gru posizionata su una chiatta in mare. Tempi?
«L’azienda è stata individuata, la Vernazza di Genova: tra autorizzazioni, quattro giorni di trasporto e intervento, al massimo entro 18 giorni il locomotore sarà rimosso. Tempo permettendo».
 
Non è finita: è stato anche declassato l’aeroporto di Genova…
«No, è un errore dire che è stato declassato. Resta un aeroporto di importanza nazionale, come Linate o Bergamo. Da qui riparte l’esigenza di mettersi in rete, ed è fondamentale che questi aeroporti siano collegati in maniera adeguata alla rete ferroviaria».
 
Ecco, a Genova non è così: tagliata fuori dall’Alta Velocità, a differenza di altre grandi città, è vincolata a orari e soprattutto tariffe aeree decisamente più alte rispetto ad altre città.
«Vero, anche la concorrenza fa parte di un sistema moderno».
 
La Liguria come può uscire da questa situazione? Quali le priorità?
«Porti e terzo valico».
 
Soldi per il terzo valico che erano nel mirino del decreto del Fare: o partono i cantieri o verranno cancellati, era la sintesi.
«E a quel punto ci si è accorti del terzo valico e della sua importanza: questo mi è sembrato, paradossalmente, uno stimolo in più. La copertura c’è, adesso le cose di muovono, mi risulta che la trivella finalmente sia arrivata. Tra due settimane abbiamo già fissato una verifica. Vorrei vedere dei concreti passi avanti»