Si torna a investire in manutenzione delle strade e nuove infrastrutture

Il CIPE ha approvato il piano del Ministro Maurizio Lupi per la manutenzione della rete stradale. E’ infatti arrivato il parere favorevole sul Programma 2014 di ANAS che prevede un investimento di oltre un miliardo di euro per manutenzione e gestione della rete e per l’avvio di nuove opere.

 
Maurizio Lupi: “Con il Contratto di Programma 2014 si torna, dopo alcuni anni, ad investire sullo sviluppo delle infrastrutture stradali”.

 
Il CIPE proprio oggi ha espresso parere favorevole sul Contratto di Programma2014 di Anas che stanzia 1.073,5 milioni di euro per lo sviluppo, la manutenzione e la gestione della rete stradale e autostradale gestita dalla Società.
In particolare:

  • 588 milioni di euro destinati a manutenzione, sicurezza, vigilanza, monitoraggio e l’infomobilità sulla rete che si estende per oltre oltre 25 mila km. sull’intero territorio nazionale;
  • 485 milioni di euro per la realizzazione di nuove opere del valore di oltre 600 milioni di euro oltre all’ultimazione di diversi importanti interventi in corso. I nuovi investimenti riguardano numerose Regioni e si riferiscono a opere che sarà possibile cantierare già nell’anno in corso;
  • circa 8 milioni di euro per l’attività di progettazione di nuove opere propedeutica all’avvio, a partire dal 2015, di interventi infrastrutturali per circa 2 miliardi di euro.

Tra queste opere le principali che vanno ricordate sono:

  • il sistema tangenziale di Lucca – I Stralcio (Toscana);
  • il completamento della tangenziale di Vicenza – I Stralcio (Veneto);
  • il II lotto della Mocaiana Umbertide sulla SS 219 (Umbria);
  • il tratto laziale di completamento del tratto Terni-Rieti sulla SS 79 (Lazio);
  • l’adeguamento del tratto Acquasanta Terme-Trisungo sulla SS4 (Marche);
  • i lavori di messa in sicurezza della SS 26 tra lo svincolo autostradale in Comune di Quart (AO) e il confine regionale (Valle d’Aosta);
  • il ripristino in vari tratti della sede stradale della SS 63 del Cerreto a seguito del dissesto franoso (Emilia Romagna).