Ecco il piano per edilizia scolastica, Tav, Piano Casa e Alitalia

Leggete l’intervista al ministro Lupi su Il Messaggero “Ecco il piano per rilanciare l’edilizia” di giovedì 27 febbraio a cura di Umberto Mancini.

 

  • Oltre 2 miliardi per l’edilizia scolastica da impiegare in tempi rapidi grazie ad una task force tra ministero delle Infrastrutture e quello della Pubblica Istruzione;
  • Avanti tutta sulla Tav, opera non in discussione;
  • Via libera ad un nuovo piano casa che verrà illustrato al prossimo consiglio dei Ministri;
  • E ancora: chiusura entro marzo del l’operazione Alitalia-Etihad.

E’ un fiume in piena Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture confermato da Renzi al suo posto forse perché tra i più volitivi della passata compagine governativa. Certamente in sintonia con le nuove parole d’ordine del l’esecutivo: fare presto, non perdere altro tempo, soprattutto in un settore, quello dell’edilizia e delle infrastrutture in grado di creare occupazione e sviluppo.
 
Partiamo dalla scuola. Proprio lei ministro aveva sottolineato la necessità di intervenire rapidamente, escludendo, come proposto dal premier, gli investimenti in questo settore dal Patto di stabilità interno. Ed erano stati stanziati dei fondi.
«E’ l’esempio del supporto che c’è oggi per il lavoro svolto dal governo Letta e, contestualmente, del cambio di passo che con Renzi possiamo e dobbiamo fare. Del resto con il decreto del Fare di giugno 2013 erano state stanziate risorse proprio per la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e ferrovie, delle scuole, le piccole opere. Per l’edilizia scolastica complessivamente, anche comprendendo altri provvedimenti, circa 1,6 miliardi».
 
Che ora si possono mobilitare? Quanto pensate di spendere per la scuola in concreto?
«Per la scuola credo si possano sbloccare almeno 2 miliardi, togliendo questi investimenti dal Patto di stabilità. Renzi ha indicato le priorità ed ora spetta al ministero dell’Economia attivarsi e trovare le coperture. Dobbiamo uscire davvero dalla palude. Il fattore tempo, ripeto, è decisivo»
 
Non teme che la burocrazia amministrativa, penso ad esempio ai presidi delle scuole, possa frenare gli investimenti, dilatare i tempi, bloccare tutto?
«E’ vero. Spesso ci sono fondi non spesi. Ma ora cambiamo passo, inserendo delle scadenze ben precise per sbloccare gli appalti».
 
Come farete?
«Penso alla creazione di una task force tra ministero delle Infrastrutture e quello della Pubblica istruzione per spendere nel modo più rapido i soldi a disposizione. Penso ad un commissario straordinario che coordini gli interventi nelle scuole in accordo con le amministrazioni locali. Per rispettare una tabella di marcia precisa. E’ infatti inaccettabile mandare i bambini in istituti scolastici a rischio».
 
E sulla Tav, cambierete rotta?
«No, andremo avanti ancora più rapidamente. Puntare sulla manutenzione del territorio e sulle piccole opere non significa bloccare le grandi opere. La prossima settimana farò un sopralluogo al cantiere. Del resto i lavori procedono visto che la talpa è già avanzata di circa 500 metri, così come sono state avviate le compensazioni per i paesi della Val Susa e i fondi di risarcimento per le imprese colpite dai No tav. L’opera, sottolineo, non è in discussione».
 
Tornando all’edilizia, avete in mente altri provvedimenti per il rilancio?
«Andremo avanti con gli ecobonus per la filiera dei mobili che hanno avuto uno straordinario successo, mentre a marzo sarà finalmente attivo il fondo “Plafond casa” della Cassa Depositi e prestiti da 2 miliardi destinati a finanziare i mutui per acquistare casa e per le ristrutturazioni edilizie. Dal prossimo mese basterà andare dalle banche che hanno firmato la convenzione con la Cdp per accedere a queste risorse».
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Nel prossimo consiglio dei ministri presenterete altre proposte?
«Illustrerò il Piano casa che prevede rifinanziamenti per il fondo affitti e la morosità incolpevole, il recupero degli alloggi sociali, un ulteriore abbassamento della cedolare secca per chi mette sul mercato alloggi sfitti. In tutto interventi per un miliardo e mezzo in grado di dare nuovo impulso al settore, rispondendo a una esigenza sociale molto sentita».
 
Ultima domanda sul dossier Alitalia: che tempi immagina visto che è stato tra i primi a caldeggiare la soluzione Etihad?
«Anche qui, ed è un fatto positivo, si dimostra la continuità tra quanto fatto di buono dal governo Letta e quello che intende fare Renzi. La chiusura dell’operazione dovrebbe arrivare a marzo. Non vorrei anticipare troppo i tempi perché la partita è ovviamente ancora aperta, ma se tutto filerà liscio l’operazione dovrebbe segnare davvero una svolta nella credibilità del nostro Paese. Capace di tornare ad attrarre investimenti dall’estero su un asset strategico come la nostra compagnia aerea.
Non dimentichiamo infatti che Alitalia, e parlo di solo pochi mesi, era data da molti ormai per spacciata, destinata al fallimento, alla fine. Invece il governo si è impegnato a fondo, ha trovato una soluzione. Scommettendo sulla buona volontà degli azionisti privati, la disponibilità delle banche e l’arrivo di un partner estero in grado di valorizzare non solo il vettore aereo ma anche l’aeroporto di Fiumicino, che, nell’ottica dellacompagnia di Abu Dhabi, avrà un ruolo centrale. Un rilancio, quello di Alitalia da cui trarrà beneficio anche Malpensa».
 
Anche Renzi ha dato una spinta in queste ore?
«Il presidente del Consiglio condivide e ovviamente si augura una rapida conclusione dell’operazione. Ora credo che le trattative con Etihad siano entrate nella fase decisiva e ovviamente spetta ai privati negoziare e chiudere il confronto. Il governo, come sempre, credo che continuerà a fare la sua parte nell’interesse generale del Paese».