Cari amici, il mio senso di responsabilità? Sono indagato a mezzo stampa, ecco perchè

Questi ultimi giorni sono passati – oltre al lavoro per piano casa, sconti per i pendolari autostradali, rimozione di treni in Liguria… – fra gli appelli di alcuni al mio senso di responsabilità e a un mio “atto dovuto”, e le dichiarazioni di altri sulla mia indegnità. Gli amici telefonano, esprimono solidarietà e chiedono che cosa è successo: ma che cosa hai fatto?

Venerdì scorso ho letto su un quotidiano sardo di aver commesso un “reato”. Ma non di nascosto, un reato alla luce del sole: ho nominato il commissario di un porto in Sardegna seguendo le procedure e con tutte le relative approvazioni formali, come doveroso e giusto. Un suo avversario politico, del Pd, non ha apprezzato la nomina, ha presentato un esposto alla magistratura, un pm – in questo caso sì per “atto dovuto” – ha aperto un fascicolo, un fascicolo implica delle indagini, io quindi risulto “indagato” anche se per ora solo a mezzo stampa.
Che dire a chi si appella al mio senso di responsabilità? Responsabilmente e in piena libertà, senza costrizione da parte di alcuno, segnalo a tutti miei avversari politici che tra gli “atti dovuti” del mio ruolo di ministro c’è la nomina di 24 autorità portuali (ma le voglio ridurre a 8), un capo di gabinetto, un segretario particolare, un capo della segreteria, un capo della segreteria tecnica, un capo ufficio stampa, i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture in non so quanti consigli di amministrazione…
Come si vede non manca materia per chi volesse presentare esposti. Io intanto ho pensati di tutelarmi.
AAA – Cercasi incaricato nomine enti pubblici. Inviare curriculum a: “Il posto e l’esposto” concorso per titoli (di stampa), via Ponzio Pilato 1, Roma. Astenersi perditempo.