Piano Casa 2: la casa non è un lusso, la qualità della vita è un diritto

Il Ministro Lupi è intervenuto a Uno Mattina per raccontare i principali contenuti del secondo Piano Casa che porterà in Consiglio dei Ministri mercoledì prossimo.

IL PRIMO PIANO CASA
E’ il secondo Piano Casa perchè il primo è stato quello varato sempre dal Ministro Lupi con il governo Letta; un effetto concreto di quei provvedimenti è il Plafond Casa. Maurizio Lupi ha dichiarato che “oggi giovani coppie e famiglie che vogliono comprare la prima casa o ristrutturare la loro abitazione, possono recarsi nelle banche aderenti e chiedere il Plafond Casa con un mutuo a lungo termine anche per piccole somme”.
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ANTICIPAZIONI DEL SECONDO PIANO CASA
Durante l’intervista a Uno Mattina, il Ministro Lupi ha riaffermato un concetto fondamentale: “la casa non è un bene di lusso. Sono nato e ho vissuto con i miei genitori in un quartiere popolare di Milano e so che la qualità della vita è un diritto”.
Il secondo Piano Casa prosegue in questa logica per realizzare segnali molto concreti che aiutino gli italiani che attraversano ormai 6 anni di crisi economica.

  • Affronta il drammatico tema di chi non riesce a pagare l’affitto facilitando affitti a prezzi accessibili per i giovani e l’housing sociale;
  • aumenta i finanziamenti per due fondi: il fondo affitti a disposizione dei comuni (200 milioni) per aiutare chi è in difficoltà a pagare l’affitto e il fondo – fortemente voluto dal Ministro Lupi – per la morosità incolpevole (chi ha sempre pagato l’affitto e oggi è in difficoltà perchè ha perso il lavoro) che diventa strutturale dando aiuti alle famiglie e dando certezze ai proprietari di casa;
  • smuove il mercato immobiliare che è piuttosto fermo: Lupi ha ricordato che “noi stiamo dando un impulso forte per far ripartire l’edilizia. Abbiamo pensato di reintrodurre la formula “paghi l’affitto e dopo un po’ puoi riscattare la casa (edilizia sociale), per dirla all’inglese”Rent to buy“;
  • da risorse agli istituti autonomi di case popolari per ristrutturarle e metterle sul mercato;
  • per la prima volta aumenta la possibilità di detrarre fino a 900€ l’anno l’affitto che l’inquilino paga in edilizia sociale.

Questi provvedimenti servono anche a fermare il consumo ulteriormente di territorio ma puntano a recuperare i luoghi degradati nelle nostre città per riqualificarli e restituirli all’edilizia sociale.
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