Pagamento debiti dello Stato e crediti delle imprese

(aggiornato 13 marzo) Il Governo Renzi di cui fa parte il Ministro Lupi ha emanato un nuovo decreto per favorire ulteriormente il pagamento dei debiti che lo Stato ha con le imprese.

 
AGGIORNAMENTO 13 MARZO 2014
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha avviato l’esame di un disegno di legge contenente norme per agevolare ulteriormente il rispetto della normativa europea sui temi di pagamento da parte della Pubblica amministrazione.
Il disegno di legge persegue tre scopi:

  • adeguare i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni a quelli previsti dalla relativa direttiva europea;
  • favorire la cessione del credito al sistema bancario;
  • accelerare il pagamento dei debiti arretrati (già avviato nel 2013 con il pagamento di più di 22 miliardi ai creditori).

Adeguare i tempi di pagamento delle PPAA

Nelle more dell’avvio della fatturazione elettronica, i creditori e le amministrazioni comunicheranno i dati relativi alle fatture tramite la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, consentendo allo Stato il monitoraggio del ciclo passivo delle PA. Tra gli obblighi per le amministrazioni: registrazione delle fatture pervenute; prospetto con l’importo pagato in ritardo nell’anno, da allegare al bilancio; incentivo legato agli obiettivi di finanza pubblica per chi rispetta i tempi di pagamento; sanzione (divieto di assunzione) per chi non rispetta i tempi di pagamento; certificazione del credito con risposta (pagare, certificare o rigettare) entro 30 giorni. Le fatture inviate in formato elettronico verranno poi instradate sulla piattaforma, senza ulteriori oneri per le imprese.

Favorire la cessione dei crediti delle pubbliche amministrazioni

Lo Stato offre una garanzia sui debiti di parte corrente delle Pubbliche amministrazioni al momento della cessione agli intermediari finanziarie. In particolare, i soggetti creditori possono cedere pro-soluto il credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato ad una banca o ad un intermediario finanziario, anche sulla base di apposite convenzioni quadro. Per i crediti assistiti dalla suddetta garanzia dello Stato non possono essere richiesti sconti superiori alla misura massima che sarà determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. La pubblica amministrazione debitrice diversa dallo Stato può chiedere, in caso di temporanee carenze di liquidità, una ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti, per una durata massima di 5 anni, rilasciando, a garanzia dell’operazione, delegazione di pagamento. La Cassa depositi e prestiti S.p.A, nonché istituzioni finanziarie dell’Unione Europea e internazionali, possono acquisire, dalle banche e dagli intermediari finanziari, sulla base di una convenzione quadro con l’Associazione Bancaria Italiana, i crediti assistiti dalla garanzia dello Stato, anche al fine di effettuare operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei relativi debiti, per una durata massima di 15 anni. L’intervento della Cassa depositi e prestiti S.p.A. può essere effettuato nei limiti di una dotazione finanziaria stabilita dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. medesima.

Accelerare i pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni

Al fine di favorire il pagamento dello stock di debiti accumulato, si intende, infine:

  • concedere ulteriori anticipazioni di liquidità agli enti territoriali mediante un incremento del Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili istituito dal decreto-legge n. 35 del 2013, consentendo il pagamento da parte delle Regioni e degli enti locali di debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2013, sia di parte corrente che di parte capitale;
  • allentare i vincoli del patto di stabilità interno delle Regioni e degli enti locali al fine di consentire il pagamenti di debiti di parte capitale al 31 dicembre 2013;
  • destinare un fondo specifico per il finanziamento dei debiti degli enti locali nei confronti delle proprie società partecipate, con lo scopo di ridurre i debiti commerciali delle società partecipate stesse.
  • rifinanziare il fondo per il ripiano dei debiti dei Ministeri.

 
AGGIORNAMENTO 8 APRILE 2013
Nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Monti anche l’innalzamento da 500mila a 700mila euro della soglia di compensazione tra crediti e debiti fiscali. Già da martedì Comuni e Province potranno iniziare a pagare una parte dei debiti – quantificati da Grilli in 2,3 miliardi – in attesa del decreto ministeriale che regolerà lo svincolo del patto di stabilità interno. Il totale previsto è di 20 miliardi per il 2013 e altrettanti nel 2014. Una boccata di ossigeno fondamentale per le imprese in difficoltà.
IL PROVVEDIMENTO
Ieri (2 aprile 2013) una buona notizia con un passo avanti importante: la Camera dei Deputati e il Senato hanno approvato all’unanimità la Risoluzione unitaria sulla relazione del Governo Monti per lo sblocco dei pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione alle imprese. Peccato che poi il governo Monti si sia completamente bloccato sulla copertura economica. Anche perchè le voci di un possibile aumento dell’Irpef hanno fatto subito sobbalzare gli italiani sulle sedie.
LA STIMA DI BANKITALIA
Bankitalia stima che il totale dei debiti commerciali vantati dalle imprese nei confronti delle amministrazioni pubbliche a fine 2011 “sia pari a circa 90 miliardi (5,8% del Pil)” come ha detto il direttore centrale di Bankitalia Daniele Franco.
Leggete anche “Ritardo pagamenti alle imprese: come aspettare di meno
SUL POSSIBILE AUMENTO IRPEF
Dopo l’Imu, gli aumenti dell’Iva, la Tares, agli italiani mancava giusto l’aumento dell’Irpef. La sola ipotesi che il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese avvenga a danno dei cittadini ha dell’incredibile.
Una volta a sinistra dicevano: ‘Continuiamo cosi’, continuiamo a farci del male’, il governo tecnico preferisce continuare a fare del male ai contribuenti. Sarebbe bene smettesse. Spero che non se ne faccia nulla, ma anche solo gli annunci di queste manovre deprimono la fiducia dei cittadini. E non e’ di questo che abbiamo bisogno, piuttosto di un governo di responsabilità che rilanci l’economia, i consumi e il lavoro.