Sud: ci sono infrastrutture fondamentali per sviluppare il Paese

Il ministro Maurizio Lupi annuncia: “inchiesta sui treni notte aboliti”. Leggete l’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 20 marzo.

 
Ministro Maurizio Lupi, ricominciamo dalla fine. Appena qualche mese fa a Bari nel condividere la battaglia della Gazzetta, lei, anche allora titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Letta, disse che «È una vergogna che una parte del Paese non sia collegato con l’Alta velocità ferroviaria». Adesso è ministro anche di questo governo. Cosa è cambiato da gennaio ad oggi per colmare quel gap infrastrutturale, in particolare nel trasporto ferroviario, che divide il Sud del Paese con il resto d`Italia?
«Eravamo a gennaio. In quella occasione avevamo detto che la risposta migliore per chi governa è mettere delle risorse. E le risorse sulla Napoli-Bari e sulla accelerazione della linea Adriatica le abbiamo messe».
 
Questo l’avevamo detto già allora. Oggi la novità qual è?
«Il passaggio successivo è che una volta che ci sono le risorse dobbiamo utilizzarle. Rfi è lo strumento di attuazione delle politiche di governo. Vuol dire che c’è un governo che fa la politica e che dà gli indirizzi, e c’è uno strumento attuativo che la attua.
A chi mi obietta che sulla dorsale adriatica c’è poca domanda io dico che certe infrastrutture sono importanti per moltiplicare la domanda. In particolare ci sono delle infrastrutture fondamentali per lo sviluppo del Paese».
 
Veniamo alla novità, l’unica fino a questo momento. Lei ha annunciato che la settimana prossima istituirà presso il suo ministero una task force che monitorerà i tempi di attuazione dei progetti che riguardano la Bari-Napoli e la Termoli Lesina. Su quest’ultimo tratto adriatico ci sono dei problemi che ritardano le decisioni da parte della Regione Molise che chiede delle compensazioni in cambio delle autorizzazioni.
 
La task force cercherà di sciogliere questi nodi. Ma se il Molise dovesse insistere sulle sue posizioni cosa farà il governo?
«La novità è il passaggio dalle risorse all’azione, quindi, una volta istituito, questo tavolo dovrà stabilire il cronoprogramma per la realizzazione del quale tutti, ministeri e Rfi, dovranno dirci quali sono i tempi. Anche le Regioni dovranno assumersi le loro responsabilità».
 
Altrimenti?
«Altrimenti, la Legge Obiettivo prevede che se qualcuno non dovesse assumersi delle responsabilità sarà il governo a decidere. La mia intenzione è evitare atti di forza, e sono convinto che il senso di responsabilità prevarrà, ma deve manifestarsi nei tempi necessari. La Termoli-Lesina non è un problema che riguarda solo la Puglia e il Molise, ma riguarda tutto il Paese».
 
Ministro, a gennaio le chiedemmo di intervenire su Trenitalia affinché restituisse al Sud i treni veloci (il Frecciargento e l`Etr 500) oggi utilizzati sulle linee ad Alta velocità del centro-nord. Cosa ne è stata di quella promessa? E’ possibile chiedere a Moretti che da subito restituisca quei treni che ci consentono di viaggiare ad una velocità da cristiani?
«Io ho fatto la verifica. Trenitalia ci ha risposto che quelle tratte erano meno redditizie e procuravano perdite».
 
Questo lo diceva Trenitalia.
«Poi abbiamo chiesto di trovare delle soluzioni che potessero essere alternative, perché nel dialogo anche con le Regioni e con le istituzioni si tenesse conto che è vero che ci sono logiche alla redditività delle imprese, ma è anche vero che si devono riconoscere le logiche di sviluppo dei territori».
 
E allora?
«Essendo Trenitalia una Spa che ha un bilancio il governo non può obbligarla per legge. A meno che venga individuato un collegamento di rilevanza sociale e venga imposto a Ferrovie dello Stato nel contratto di servizio. Ma a questo punto bisogna trovare le risorse e che a pagare sia lo Stato oppure siano le Regioni. Per questo ho detto che occorre riparlare con Trenitalia. L’occasione della presenza del presidente Vendola al tavolo può essere un’occasione per mettere in discussione questa necessità».
 
Dunque, non riavremo i treni che ci sono stati tolti.
«Dobbiamo lavorarci. Ci sono delle priorità. Abbiamo detto della Termoli-Lesina, della Napoli-Bari, della accelerazione dell’Adriatica e di una riprogrammazione per quanto riguarda il rapporto tra la domanda e l’offerta tra i treni veloci, in modo da capire qual è il punto di incontro tra una esigenza di Trenitalia e dunque la redditività di una linea e la valorizzazione di un territorio».
 
Ministro a proposito di redditività di un servizio, ci risulterebbe (come potrebbere testimoniare le scorte a bordo di quei convogli della Polizia Ferroviaria) che i treni notte da Roma a Bari appartenenti all’esercizio universale, e finanziati dallo Stato, erano molto utilizzati e dunque economicamente redditizi per l’azienda. Eppure quei treni sono stati cancellati, a vantaggio della concorrenza (le società su gomma) e di conseguenza alimentando il mercato dei Frecciargento (che sono invece treni a mercato: con tariffe mediamente più alte rispetto a quelli notte).
 
Ministro, non sarebbe interessante capire meglio perché quei treni furono cancellati? Potrebbe fare un’indagine su questo?
«Se voi mi inviate un appunto io lo porterò al tavolo e chiederò a Trenitalia di farmi una relazione su questo argomento».