Expo: i controlli anti-infiltrazioni sono efficaci

Expo: intervista al Ministro Lupi “Gli appalti sono sani, non blocchiamo le opere per i contestatori” sul Corriere della Sera di lunedì 24 marzo a cura di Elisabetta Soglio.

«Abbiamo già perso tempo in passato litigando per la governance, i ruoli e i poteri. Quel ritardo è stato faticosamente recuperato lavorando bene insieme, tutte le istituzioni con il commissario straordinario Sala. Oggi non ripetiamo gli errori del passato smettiamola con le discussioni e continuiamo a lavorare uniti».
Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, è oggi a Milano per incontrare i vertici di Expo e delle istituzioni per la prima riunione operativa all’indomani degli sviluppi dell’inchiesta su Lombardia Infrastrutture, che ha decapitato i vertici del cantiere che sta gestendo Expo.
 
Ministro, sia Maroni che Pisapia chiedono.che il Governo faccia la propria parte. Cosa risponderà ai suoi interlocutori?
«Il Governo è convinto che Expo sia un’opportunità e che segnerà l’uscita dalla crisi che ha colpito l’Occidente e l’apertura di un nuovo orizzonte in cui si dialoga con altri Paesi per costruire il futuro».
 
L’ex premier Letta aveva seguito Expo da vicinissimo, fin dal suo insediamento. Non c’è stata un po’ di freddezza del presidente Renzi?
«Il premier sarà a Milano e all’Expo a inizio aprile e sta seguendo l’intera vicenda fin dal suo arrivo a Palazzo Chigi. Tra l’altro, il sottosegretario Martina che aveva svolto il ruolo di coordinamento su Expo è diventato ministro e io, che gestivo le infrastrutture, sono stato confermato nel mio molo. Ma quale freddezza?»
 
C’è un problema di trasparenza in Expo?
«Assolutamente no. Con il presidente Maroni, il commissario Sala e il sindaco Pisapia su questo tema abbiamo lavorato fin dall’inizio e il prefetto ha gestito il tavolo che ha portato al protocollo anti-infiltrazioni: i controlli ci sono e sono efficaci».
 
Ma questa inchiesta non getta ombre su Expo?
«In un momento delicato come questo, visto anche il ruolo che svolgo da ministro, voglio evitare giudizi sull’inchiesta. Ma la società ha precisato che non sono in discussione gli appalti di Expo».
 
Il suo giudizio su Rognoni?
«I miei tecnici, i manager di Expo e io stesso abbiamo sempre avuto grande stima della professionalità e della managerialità di Rognoni. Concordo con il presidente Maroni sul fatto che, se sarà certificato che qualcuno ha sbagliato e violato le leggi, dovrà risponderne e assumersene le conseguenze.
Sia da politico che da ministro non ho mai condiviso i processi a priori».
 
Un assessore della giunta Pisapia dice che il Nuovo Centrodestra è padrino politico di Rognoni. Risposta?
«Sono polemiche sterili ed inutili che non meritano risposte. Ncd nasce con l’idea di testimoniare che anche nell’area di centrodestra c’è chi si mette al servizio del proprio Paese, sostiene il governo e lavora perché l’Italia possa uscire dalla palude».
 
Maroni le ha presentato una lista di richieste: darete quanto chiesto?
«Abbiamo immediatamente costituito un tavolo tecnico permanente congiunto Regione Lombardia e governo per entrare nel dettaglio di tutte le richieste.
Per quanto riguarda la defiscalizzazione della Pedemontana, stiamo insistendo perché si convochi la riunione del primo Cipe, non ancora insediato: e lì daremo il via libera ai 400 milioni chiesti. Mancano poi 25 milioni di euro di copertura già formalmente stanziati nel 2013 e ancora venerdì abbiamo lavorato con la Ragioneria per trovare questi fondi».
 
Lei che ha avuto a che fare con i comitati No Tav, trova somiglianze coni No Canale i No Expo?
«Non mi sono mai piaciuti i comitati del no a priori. E certo però che quando, dopo un confronto approfondito, un progetto viene approvato si deve passare alla sua realizzazione. Certo, bisogna ascoltare la voce dei comitati e raccogliere le idee buone che vengono dal confronto.
Ma è sbagliata l’idea che basti il no incondizionato di un gruppetto per bloccare tutto. Comunque, il tema è del Comune e mi fido del sindaco Pisapia».