Nelle prossime settimane presento il Piano Nazionale aeroporti che razionalizza il settore

(aggiornato 26 marzo) Oggi ho presentato in Consiglio dei Ministri un’informativa sul piano nazionale degli aeroporti. Ecco una sintesi di questo lavoro del Ministero Infrastrutture e Trasporti che serve a razionalizzare il sistema italiano degli aeroporti in un’ottica strategica.

 
AGGIORNAMENTO 26 MARZO
“Il piano nazionale aeroporti non sarà atto di indirizzo ma un atto normativo, un decreto della presidenza della Repubblica. Nelle prossime settimane sara’ presentato in Consiglio dei ministri”. Lo dice il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi in commissione Lavori pubblici in Senato.
 
L’Italia non sarà più i Paese dei cento aeroporti dove scali a pochi chilometri di distanza si fanno concorrenza l’uno con l’altro. Si inizia a ragionare in termini di sistema.
Il “Piano Nazionale degli Aeroporti” che prevede 11 aeroporti strategici e 26 aeroporti di interesse nazionale.
Gli aeroporti strategici sono:

  1. Milano Malpensa
  2. Venezia
  3. Bologna
  4. Pisa/Firenze
  5. Roma Fiumicino
  6. Napoli
  7. Bari
  8. Lamezia
  9. Catania
  10. Palermo
  11. Cagliari


 
Per individuarli abbiamo proceduto in questo modo:

  1. Abbiamo individuato 10 di bacini di traffico omogeneo: 1) Nord-Ovest, 2) Nord-Est, 3) Centro-Nord, 4) Centro Italia, 5) Campania, 6) Mediterraneo- Adriatico, 7) Calabria, 8) Sicilia-orientale, 9)Sicilia-occidentale, 10) Sardegna.
  2. Per ciascuno di tali bacini è stato identificato un solo aeroporto strategico (con un’unica eccezione per il bacino del Centro Nord), nonché l’insieme degli ulteriori aeroporti di interesse nazionale nel medesimo bacino*.Un aeroporto è considerato di interesse nazionale a due condizioni (non richieste per gli scali che garantiscono la continuità territoriale):
  • che l’aeroporto sia in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino, con una sostanziale specializzazione (es. aeroporto prevalentemente destinato al traffico merci, city airport, ecc.) Forme di alleanze di rete o sistema tra gli aeroporti saranno considerate elemento prioritario ai fini del riconoscimento dell’interesse nazionale;
  •  che l’aeroporto sia in grado di dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, anche a tendere, purché in un arco temporale ragionevole.

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* Unica eccezione alla regola di un solo aeroporto strategico per ciascun bacino, come detto, è quella relativa al bacino del Centro-Nord, per il quale gli aeroporti strategici individuati sono due – Bologna e Pisa/Firenze – in considerazione delle caratteristiche morfologiche del territorio e della dimensione degli scali e a condizione che tra Pisa e Firenze si realizzi una piena integrazione societaria e industriale.
 

IL PIANO NAZIONALE AEROPORTI NEL DETTAGLIO

Secono il nostro quadro normativo, gli aeroporti e i sistemi aeroportuali di interesse nazionale si individuano con questi criteri (L’art. 698 del Codice della navigazione):

  • ruolo strategico;
  • ubicazione territoriale;
  • dimensioni e tipologia di traffico;
  • previsioni progetti europei TEN;

 

PERCHE’ UN PIANO AEROPORTI

Partendo da tale quadro normativo, il Piano che ho presentato si rende necessario per i seguenti motivi:

  1. fornire alle varie componenti istituzionali e operative del settore un quadro programmatico per lo sviluppo globale di un comparto fondamentale ai fini della crescita economica, occupazionale e sociale del Paese;
  2. disporre di uno strumento di governance del settore, per affrontare le sfide che nascono dai cambiamenti in corso nello scenario di riferimento internazionale ed europeo;
  3. ottimizzare l’offerta trasportistica anche mediante il coordinamento delle azioni di intervento nel settore del trasporto aereo con i piani riguardanti le altre modalità di trasporto;
  4. individuare le priorità infrastrutturali su cui concentrare gli investimenti, ai fini di una migliore allocazione delle risorse disponibili.

 

LINE DIRETTRICI DEL PIANO

Il Piano mira a creare le condizioni di uno sviluppo organico del settore nel quadro delineato dalla normativa nazionale ed europea di riferimento e in un’ottica di efficientamento e razionalizzazione della spesa. Le direttrici su cui fondare lo sviluppo integrato del settore aeroportuale e il suo risanamento economico-finanziario sono così individuate:

  • creazione di una visione di sistema e di sviluppo della rete nazionale di trasporto nel suo complesso per renderla sostenibile e competitiva, nell’ambito dei nuovi orientamenti delle reti transeuropee di trasporto, tenendo conto della vocazione dei territori, delle potenzialità di crescita e della capacità degli aeroporti stessi di intercettare la domanda di traffico;
  • superamento dell’ostacolo della conflittualità fra aeroporti situati a distanze minimali nell’ambito dello stesso bacino terrioriale, che determina situazioni di scarso sviluppo per tutti gli scali;
  • incentivazione alla costituzione di reti o sistemi aeroportuali, che si ritiene possano costituire la chiave di volta per superare situazioni di inefficienza, ridurre i costi e consentire una crescita integrata degli aeroporti, con possibili specializzazioni degli stessi;
  • promozione dell’accessibilità dei territori caratterizzati da carenze di altre modalità di trasporto;
  • focalizzazione efficace degli investimenti sia in termini di capacità aeroportuale che di accessibilità agli aeroporti;
  • razionalizzazione della spesa e dei servizi in un’ottica di efficientamento degli stessi;
  • realizzazione di un disegno industriale “in itinere” suscettibile di un aggiornamento periodico delle politiche di Piano tese al governo del sistema aeroportuale.

 

CONTENUTI DEL PIANO

Individuazione degli aeroporti di interesse nazionale strategico Criteri per l’individuazione degli aeroporti strategici

  1.  Si è assunta quale base di riferimento per l’individuazione di bacini di traffico omogeneo la ripartizione territoriale dell’Italia nelle seguenti aree sovraregionali in base allo schema NUTS-livello 1: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole.
  2. In ciascuna delle predette aree sovraregionali sono stati individuati dei bacini di traffico omogeneo con distanza massima di 2 h di percorso in auto da un aeroporto strategico (come definito ai sensi del successivo punto 4), per complessivi n. 10 bacini di traffico: 1) Nord-Ovest, 2) Nord-Est, 3) Centro-Nord, 4) Centro Italia, 5) Campania, 6) Mediterraneo- Adriatico, 7) Calabria, 8) Sicilia-orientale, 9) Sicilia-occidentale, 10) Sardegna.
  3. Per ciascuno di tali bacini è stato identificato un solo aeroporto strategico (con un’unica eccezione per il bacino del Centro Nord), nonché l’insieme degli ulteriori aeroporti di interesse nazionale insistenti nel medesimo bacino, in applicazione dei criteri fissati dall’art. 698 del Codice della navigazione (ruolo strategico, ubicazione territoriale,dimensioni e tipologia di traffico, previsioni progetti europei TEN).
  4. Per l’identificazione degli aeroporti strategici di ciascun bacino sono stati presi in considerazione, innanzitutto, gli aeroporti inseriti nella core network europea, tra i quali, in primis, i gate intercontinentali (Milano Malpensa, Venezia, Roma Fiumicino). Pertanto, laddove, come nel bacino Nord-Ovest, sono risultati inseriti più aeroporti rientranti nella core network, si è individuato quale aeroporto strategico del bacino quello rivestente il ruolo di gate intercontinentale, ossia Milano Malpensa. Solo nel caso in cui – nel bacino individuato – non è risultato insistere alcun aeroporto incluso nella core network, si è individuato quale aeroporto strategico quello inserito nella comprehensive network con maggiori dati di traffico (rispettivamente: Bari, per il bacino Mediterraneo-Adriatico, Lametia per il bacino calabrese e Catania per il bacino della Sicilia orientale).
  5. Unica eccezione alla regola di un solo aeroporto strategico per ciascun bacino, come detto, è quella relativa al bacino del Centro-Nord, per il quale gli aeroporti strategici individuati sono due – Bologna e Pisa/Firenze – in considerazione delle caratteristiche morfologiche del territorio e della dimensione degli scali e a condizione, relativamente ai soli scali di Pisa e Firenze, che tra gli stessi si realizzi la piena integrazione societaria e industriale.

Ulteriori dettagli sul sito del Ministero Infrastrutture e Trasporti.