Napoli: dimostreremo con i fatti che siamo vicini alla Città

Il Ministro Lupi intervistato da Il Mattino: «Task force per il Grande Progetto, non c’è più un minuto da perdere» di sabato 29 marzo.

 
Unità di intenti. Così riusciremo a spendere ogni euro disponibile per il porto di Napoli, così daremo una governance stabile all’Autorità Portuale. Maurizio Lupi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, guarda al caso Napoli con la determinazione di chi vuole dimostrare con i fatti che il governo è vicino alla città, al porto, all’economia dell’intera regione.
 
Ministro si è perso un anno, ora bisogna recuperare. È impresa possibile?
«Mi sembra che dall’incontro che ho voluto con i rappresentanti degli Enti locali siano venuti segnali importanti. Per la prima volta abbiamo parlato tutti insieme, per la prima volta abbiamo raccolto tutti insieme, governo, Regione, Comuni, Camera di Commercio i segnali forti che arrivano da sindacati, armatori, imprese. Ho verificato con tutti che c’è unità di intenti nel voler portare avanti i progetti di sviluppo che riguardano il porto di Napoli».
 
Il Grande Progetto voluto dalla Regione, il Piano regolatore portuale, gli escavi, la darsena di levante. All’Autorità Portuale di Napoli sembra tutto immobile, paralizzato. Come se si tentasse di andare avanti con il freno a mano tirato.
«Quel freno a mano lo molliamo, questo è sicuro. Ho chiesto all’ammiraglio Felicio Angrisano, che io ho nominato per altri sei mesi commissario straordinario del porto di Napoli, una risposta dettagliata per tutte le criticità elencate dal presidente della Regione, Stefano Caldoro».
 
Tante criticità.
«Sì tante. Per questo ho deciso di nominare una task force coordinata dal mio capo di gabinetto, Giacomo Aiello e dallo stesso ammiraglio Angrisano. Una task force che dovrà intervenire con decisione su ogni punto di crisi indicato da Caldoro e dallo stesso Angrisano. Un controllo minuzioso su tutto per rimuovere le inadempienze e arrivare al varo dei progetti che riguardano il porto nel più breve tempo possibile».
 
I tempi del Grande Progetto sono veramente risicatissimi. Pensa davvero che sarà possibile rispettarli?
«Mercoledì la task foce sarà insediata. Entro quindici giorni convocherò una nuova riunione con tutti i soggetti interessati al porto di Napoli. Già in quella sede daremo delle risposte».
 
Non pensa che tutto questo si poteva fare anche prima?
«Ho scelto come commissario l’ammiraglio Angrisano proprio per dare forza a questa fase di rilancio. Ora i punti critici sono chiari e noti a tutti, ecco la scelta di mettere a disposizione del porto di Napoli una task force con l’incarico preciso di andare avanti. Con questa decisione il governo dimostra nei fatti e concretamente il suo impegno per il porto di Napoli e, vista l’importanza economica di questa questa grande azienda, direi per tutta la Campania».
 
Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio: tutti d’accordo sul fatto che il porto non deve perdere questa grande occasione?
«Tutti mi hanno spronato ad andare avanti con decisione. I progetti messi in campo dalla Regione hanno il respiro giusto per rilanciare il porto di Napoli. Ci sono poi tutti gli altri interventi già programmati: dobbiamo sostenere la capacità di spesa e in questa direzione tutti si sono dichiarati pronti a sostenere la nostra azione».
 
Poi c’è la questione governance definitiva.
«Anche su questo fronte cercheremo nei limiti imposti dalla legge di dare risposte nel più breve tempo possibile. Con le prerogative del mio ruolo di ministro delle Infrastrutture ho dichiarato chiusa la procedura legata alla designazione del senatore Riccardo Villari e ho comunicato ai rappresentanti degli Enti, che la legge individua come disegnatori, una nuova terna di nomi».
 
Villari è fuori, dunque?
«Guardi, sono io che ho designato per la nomina a presidente il senatore Villari. Ritenevo e ritengo che avesse i requisiti giusti per fare il presidente del porto di Napoli. Purtroppo, però, sono intervenuti fatti che hanno bloccato questo percorso: il no di un ramo del Parlamento che, anche se consultivo, ha comunque un peso e, soprattutto, la sentenza del Consiglio di Stato per il caso Cagliari».
 
Per il quale, lei, tra l’altro è stato prosciolto dal Tribunale dei ministri dall’accusa di abuso di ufficio per aver nominato Piergiorgio Massidda commissario a Cagliari.
«Io non mi sono fermato di fronte al parere di un ramo del Parlamento o di fronte alle vicende sarde. Ho preso una decisione confortato anche dal parere dell’Avvocatura dello Stato».
 
Ministro si riparte daccapo, dunque. E i tempi?
«Se i rappresentanti degli enti locali mostreranno di volere veramente il bene del porto, i tempi saranno rapidissimi. Ho chiesto ad ognuno di loro la stessa unità di intenti mostrata oggi, di avere il coraggio anche di rinunciare a qualcosa per il bene del porto e della città di Napoli».
 
Ha fissato tempi certi?
«Questo dipende dalla volontà che ci metteranno i miei interlocutori. Tra 15 giorni, quando ci riuniremo per fare il punto sui progetti mi aspetto già un orientamento preciso. Spero che tra due settimane si possa avviare a soluzione anche la questione della governance».
 
Ministro, e il progetto di ridurre le Autorità Portuali?
«Questo è l’obiettivo finale. Le Autorità portuali sono troppe, vanno ridotte e vanno coordinate dal centro per quanto riguarda le scelte strategiche. La logistica, ad esempio, deve obbedire ad un solo disegno che tiene insieme tutti i porti del Paese».
 
In Campania si è più volte ipotizzato di unire Napoli con Salerno. Lei sarebbe d’accordo?
«E la migliore soluzione possibile. Un unico sistema portuale, una grande porta commerciale per il Mediterraneo che guarda all’Europa e per l’Europa che guarda all’Africa e all’Asia. La frammentazione non aiuta, dobbiamo puntare sulle sinergie per attrarre anche gli investimenti»