Le infiltrazioni mafiose, anche in Lombardia, si combattono con la trasparenza

Maurizio Lupi intervistato da La provincia di Lecco a latere della presentazione del libro in Camera di Commercio. Leggete l’intervista “Alzare le barriere con la trasparenza” di martedì 8 aprile 2014.

 
(Le domande vertono sull’inchiesta sulla ‘ndrangheta che sta sconvolgendo il mondo politico e istituzionale lecchese.)
 
Ministro, aveva mai notato segnali di questo “fumus” malavitoso nei suoi anni di attività politica nel Meratese?
No, ma bisogna sempre stare attenti. Ne abbiamo appena discusso con il Ministro degli Interni e con il prefetto di Milano, trattando il tema degli appalti Expo, perché non ci siano infiltrazioni di carattere mafioso e si possa investire sul territorio e sul sistema delle imprese.
 
Il territorio di Lecco che lei conosce così bene, non è immune da questo male.
Non lo so. Nessuno di noi però è immune. Nessuno di noi si immaginava che infiltrazioni come queste potessero arrivare in Lombardia. Eppure abbiamo ricerche e notizie dalle Procure che anche questo sta avvenendo, per cui bisogna alzare la massima barriera e lo si può fare solamente con la trasparenza, la chiarezza delle norme e anche con la chiarezza e la fiducia nei comportamenti degli amministratori.
 
La vicenda lecchese rischia di minare questa fiducia nelle istituzioni, non pensa?
Non sapevo di queste cose, ma ho sempre personalmente avuto grande stima del sindaco di Lecco. E una persona contro cui dal punto di vista della moralità, da come l’ho conosciuto io, anche da avversario politico, non ho mai potuto dire nulla, né per quanto riguarda la sua storia né per il suo modo di fare amministrazione. Ho sempre desiderato che governassimo noi e non lui, ma questo è un altro ragionamento.
 
Come si coniugano l’esigenza di legalità e il rilancio dell’economia?
Si devono assolutamente distinguere le due cose:

  1. in primis ci vuole una grande mobilitazione, e su questo aiutiamo chi deve fare il proprio dovere a smantellare qualsiasi connivenza tra infiltrazioni mafiose e appalti.
  2. Ma, d’altra parte, non possiamo interrompere i lavori e il rilancio del sistema produttivo in Lombardia e in Italia perché altrimenti siamo morti.

Facciamo il possibile nella collaborazione tra le amministrazioni perché questo avvenga. Mi sembra che la collaborazione sia positiva, ma poi ognuno faccia la sua parte.
 
Si parla di “white list” di imprese. Il futuro della lotta alla mafia degli appalti passa anche da un’iniziativa come questa?
Stiamo lavorando su questo tema delle “white list”, tra l’altro con l’Ance (Associazione costruttori, nda). Stiamo cercando proprio una collaborazione tra sistema delle imprese e istituzioni. La coscienza è da parte di tutti. Eviterei generalizzazioni da una parte e dall’altra. C’è l’imprenditore che sbaglia, come il politico che sbaglia.
Non può essere un ragionamento che giustifica, ma stiamo facendo grossi passi avanti e settimana scorsa ci siamo incontrati proprio per permettere che, per l’Expo, tutto possa andare avanti con certezza e trasparenza pur nella flessibilità dei tempi, ma anche con la collaborazione tra sistema imprese, Procure e Prefetture.