Ricostruiamo il centrodestra, i moderati tornino insieme

Intervista a Il Mattino del Ministro Maurizio Lupi: “Lupi: niente fuga, ricostruiamo il centrodestra” di domenica 1 giugno. Il ministro Ncd: «Noi nel Pd? Non saremo mai la foglia di fico dei Democratici»

 
Ministro Lupi, caso inedito in Europa: gli elettori italiani premiano chi governa, ma mentre Renzi fa il pieno Ncd resta un po’ ai margini. Come se lo spiega?
«Non dobbiamo dimenticare che Ncd è nato appena cinque mesi fa intorno ad una sfida: eravamo e siamo convinti che non si poteva lasciare il Paese in ginocchio. E ci siamo assunti con coraggio la responsabilità di governare in un momento così difficile.
Gli italiani hanno riconosciuto il coraggio del cambiamento, contro la rabbia e la disperazione. Indubbiamente il grande catalizzatore è stato il Pd di Renzi, ma io credo che non sia affatto da poco – per una forza politica appena nata – incassare un milione duecentomila voti. È un buon inizio, un ottimo punto di partenza».
 
Dunque nessun ripensamento sulla linea?
«Assolutamente no. Ncd resta alternativo alla sinistra. Aggiungo: proprio il voto per le Europee ha confermato che nel centrodestra c’è tanto da fare, perché così com’è rischia di essere irrilevante».
 
Eppure le voci su esodi di Sc e Ncd verso il Pd democristianizzato di Renzi in queste ore si sprecano. Solo fantasie?
«Attenzione: si sbaglia di molto chi pensa di spostarci, forse pensando di ridurci a foglia di fico di questo Pd. Capisco che ci sia un po’ di confusione in questo momento, a maggior ragione ora che Renzi usa termini di centrodestra e annuncia di voler lanciare il “partito della Nazione”.
Ma noi siamo impegnati in un altro compito: è giunto il momento per i moderati di ritrovarsi insieme, cercare nuovamente il dialogo e riprendere a costruire un percorso comune. Innanzitutto sui contenuti, per dare concretezza alle nostre battaglie di sempre:

  • libertà d’impresa
  • famiglia
  • merito
  • libertà
  • responsabilità».

 
Ripresa del dialogo, dice lei. Anche con questa Forza Italia che perde pezzi e che, dopo un voto europeo decisamente in tono minore, ora strizza l’occhio alla Lega dalle simpatie lepeniste?
«Proprio questo voto ha confermato quanto abbiamo sempre creduto: inseguire gli estremismi porta ad una strada chiusa e addirittura induce tanti moderati a spostarsi a sinistra. Alle urne gli italiani hanno dimostrato di scegliere la responsabilità, contro ogni populismo, nonostante inquietudini e arrabbiature anche legittime.
E responsabilità significa amare il nostro Paese. Ecco, la strada è segnata: dobbiamo tornare ad una forte presenza dei moderati, perché costituisca l’ossatura d’un centrodestra rinnovato. Voglio ricordare che insieme alla Lega, negli anni passati, il nostro schieramento ha saputo governare benissimo, controllando alcune spinte radicali. Adesso dobbiamo tornare a riannodare le fila del dialogo e lavorare per il rinnovamento».
 
Anche insieme a Salvini?
«Sì, naturalmente in un centrodestra nel quale il perno siano i moderati e non la Lega. È giunto il momento di dare corpo ad una proposta politica comune forte con Forza Italia, alla quale Ncd è accomunato nell’orizzonte più vasto del Ppe. E senza dimenticare l’Udc, che è tornato nell’alveo del centrodestra».
 
Rinnovamento: Toti e Cattaneo annunciano un tour alla ricerca di volti nuovi. Lei che ne dice?
«L’esigenza di rinnovamento è forte dappertutto. Noi abbiamo deciso di aprire il partito alla società, ai giovani che vogliono impegnarsi di più, agli amministratori locali. Ognuno poi si sceglie i propri metodi. L’importante è che poi i partiti del centrodestra – rinnovati – si riconoscano in una proposta comune».
 
Sempre da casa-Forza Italia arrivano due suggerimenti, sempre in termini di metodi: primarie e riunioni interne in streaming. Concorda?
«Le primarie sono certamente uno strumento utile e ottimo. Ma io credo che parlare ora di metodi significhi anticipare la conclusione. L’inizio deve essere un altro: ora dobbiamo concentrarci su come riaggregare la coalizione. La condivisione di un’idea politica viene prima del metodo. Quanto allo streaming – mi si consenta l’ironia – lascerei ad altri scegliere tra satellitare o digitale».
 
Il suo futuro: lei resterà al governo oppure opterà per Strasburgo?
«La decisione arriverà la prossima settimana, ma credo proprio che proseguirò nel mio lavoro. In ogni caso Ncd vuole continuare a contribuire a cambiare questo Paese: ieri abbiamo impedito la deriva, oggi possiamo costruire una speranza e una certezza nuove».