Mose: chi sbaglia, paga ma non possiamo bloccare l'opera che salva Venezia

L’intervista del Ministro Lupi a La Repubblica “Chi sbaglia, paga
ma non possiamo bloccare il Mose” di venerdì 6 giugno.

Per il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi serve una risposta organica agli scandali di corruzione che hanno colpito prima l’Expo e ora il Mose.
Parla della necessità di cancellare una volta per tutte «un passato dal quale non riusciamo a liberarci» e con voce sconsolata racconta di essere di rientro da Bruxelles e
Lussemburgo dove ha trattato il dossier Alitalia e ha presentato il programma del semestre italiano ai colleghi europei. «Ora purtroppo devo occuparmi del Mose…».
Aspetta di vedere cosa il Guardasigilli Orlando proporrà su falso in bilancio e autoriciclaggio prima di esprimersi sulla bontà di questi due provvedimenti, ma intanto si impegna ad accelerare per rendere le grandi opere «trasparenti, rapide e soggette a più controlli».
Non si sbilancia sull’ex compagno di partito ai tempi del Pdl Giancarlo Galan: «Deciderà la Camera se la richiesta di arresto nei suoi confronti è motivata».
 
Ministro, anche per lei lo scandalo del Mose è peggio di quello dell’Expo? Siamo ormai ai livelli di Tangentopoli?
«Non indugerei in paragoni, li considero due casi di eccezionale gravità che mi fanno arrabbiare: stiamo provando a far rialzare la testa al Paese dimostrando che si
possono fare grandi opere in tempi certi e che siamo capaci di far tornare gli investitori internazionali, ma puntualmente dimostriamo che siamo legati ad un passato che non riusciamo a scrollarci di dosso.
Sono d’accordo con Matteo ( Renzi, ndr ), dobbiamo combattere ancora più duramente la corruzione».
 
Anche il Pd attribuisce il malaffare alla vecchia politica, a gestioni precedenti del partito, ma persone coinvolte nell’inchiesta come Galan e Matteoli militavano nel Pdl, lo stesso partito nel quale fino a dicembre eravate anche voi dell’Ncd.
«È inutile nascondersi, sono in corso indagini e, pur restando un convinto sostenitore della presunzione di innocenza, acclarati i fatti dico che chi ha sbagliato dovrà risponderne.
Quando parlo di passato mi riferisco a un modo di agire che ha segnato la storia del nostro Paese mentre noi ora dopo 20 anni persi vogliamo rilanciare le infrastrutture dicendo che sono fondamentali per competitività e crescita.
Insomma, ci siamo assunti la grande sfida di cambiare questo Paese, ridargli orgoglio e dignità, ma ogni volta che rilanciamo si torna a rimettere tutto in discussione, eppure non dobbiamo buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Nel caso del Mose ad esempio non possiamo buttare via 4 miliardi già spesi tenendo a mente il suo scopo: salvare Venezia. Non è più tempo di scaricare la responsabilità sugli altri per metterci a posto la coscienza, qui il problema è assumersi le responsabilità».
 
Facendo cosa?
«In questi mesi abbiamo lavorato molto, ma per realizzare i cambiamenti ci vuole tempo. Questi fatti però ci dicono che dobbiamo accelerare e io lo farò su tre punti fondamentali. Innanzitutto bisogna rendere tutti gli appalti trasparenti pubblicando online chi se li aggiudica, quali sono i tempi e i costi per la loro realizzazione.
Il primo antidoto infatti è non avere nulla da nascondere. Poi dobbiamo accelerare sul lavoro già svolto nella revisione del codice degli appalti, eliminare burocrazia e lentezza, l’humus migliore per gli elementi corruttivi.
Semplificazione, certezza delle norme, controlli severi e pene certe. Solo così elimini le procedure eccezionali, che derivano dai ritardi, e favoriscono la corruzione.
Dobbiamo anche accelerare la due diligence non solo del Mose, ma di tutte le opere strategiche».
 
Bisogna dare più poteri e risorse all’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone?
«Sono dell’idea che di autorità bisogna farne poche ma utili, e quando le fai gli devi permettere di funzionare».
 
La Camera deve dare l’ok all’arresto di Galan?
«Sono certo che come sempre la Camera verificherà i documenti che saranno inviati dai magistrati e deciderà entrando nel merito, appurando se ci sono le condizioni dell’arresto, che è il provvedimento estremo chiaramente normato dal codice, dando ovviamente la possibilità a Galan di difendersi. Io sinora non ho mai votato per l’arresto di nessuno».
 
Il Guardasigilli Orlando annuncia la reintroduzione del falso in bilancio e l’istituzione del reato di autoriciclaggio: concorda?
«Da una parte dobbiamo semplificare,
dall’altra chi sbaglia deve pagare. Non si può reagire con rimedi parziali, ci vuole una risposta complessiva. Vedremo le proposte di Orlando e se saranno corrette le appoggeremo».