«Da cattolico dico: umanità e regole non sono in conflitto»

Lupi-Corriere-9-agosto
di Daria Gorodisky

ROMA «Mi sembra che non si possa che essere d’accordo con Minniti. Credo che il ministro dell’Interno stia interpretando correttamente il modo di affrontare contemporaneamente lotta agli scafisti, controllo dei flussi e accoglienza». Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera e profondissime radici cattoliche, è convinto che il tema della gestione dei migranti vada affrontato «con realismo e pragmatismo, e non in maniera ideologica».
Il ministro delle Infrastrutture non avrebbe dovuto criticare il responsabile del Viminale per il codice di condotta imposto alle Ong?
«Delrio ha sbagliato a contrapporre guerra agli scafisti e regole per le Ong. Le organizzazioni che si occupano di salvare i migranti in mare devono rispettare criteri severi. Oltre al dovere dell’accoglienza, esistono la sicurezza dei cittadini e la necessità per il Paese di stabilire numeri di ingresso».
Delrio si appella ai doveri umanitari.
«La mia sensibilità e la mia storia mi legano all’Africa, e so bene quanto faccia la cooperazione. Ma proprio per questo ritengo che tutti debbano aiutare a rispettare le regole. Anche per contrastare il rischio populismo».
Si riferisce alla crescita di malumore e timore?
«Sì, una reazione trasversale a destra, sinistra, centro. Se non si governa l’immigrazione clandestina, si lascia

spazio a quel pezzo di “pancia” che genera populismo».
La divisione tra i due ministri è stata letta anche come scontro fra l’area cattolica e quella più di sinistra del Pd.
«Non ci sto a ridurre in schemi formazione ed esperienza cattoliche. Il cattolico insegna a stare nella realtà e fa sintesi di tutti i valori della vita umana: dalla sicurezza, alle libertà personali, all’accoglienza dell’altro. Delrio non perda di realismo».
Eppure alcune voci ecclesiastiche lo appoggiano.
«La Chiesa richiama giustamente l’accento fondamentale della propria missione. Però poi spetta a chi ha delle responsabilità, in questo caso di governo, il fare sintesi: usare alcuni valori come bandiera vorrebbe dire non fare i conti con la realtà. E oggi la realtà ci dice che la situazione era diventata insostenibile. Anche per gli stessi migranti, il cui arrivo incontrollato impedisce di garantire loro dignità».
Questo scontro mina la tenuta del governo?
«Ormai la legislatura volge al termine. Comunque, non voglio entrare nelle beghe del Pd. Ogni volta che si affronta un problema di fondo, dalla sicurezza al Jobs act, emerge la contraddizione tra la sua anima più legata a un pezzo della storia di sinistra e quella più riformista. E ogni volta il Pd implode».
Un mese fa il segretario del Pd Renzi dichiarava: «Gli immigrati, aiutiamoli a casa loro».
«Credo che dare dignità di vita nel Paese di nascita sia il compito più importante della cooperazione. Quanto a Renzi, prova a tenere insieme il suo partito: non lo invidio».

da Corriere della Sera del 9 Agosto 2017