Intervista al Mattino: «L'unica legge possibile, un buon compromesso»

Intervista di Gigi Di Fiore del 26/10/2017 pubblicata sul quotidiano Il Mattino
 
«L’unica legge possibile, un buon compromesso»
«Correremo da soli, siamo uno dei pilastri tra i moderati. Fi dovrà fare le sue scelte»
Lupi, coordinatore di Ap: «Il M5S urla al colpo di Stato sono le regole della democrazia»
Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternative popolare e capogruppo di Area popolare alla Camera, ha concluso la sua due giorni elettorale in Campania.
Onorevole Lupi, che commento fa dell’approvazione della legge elettorale anche in Senato con il voto di fiducia?
«Dico che mi meraviglia che il Movimento 5 Stelle parli di golpe eversivo e attentato alla democrazia per il ricorso al voto di fiducia su una legge elettorale che vede d’accordo parte delle opposizioni».
Perché si meraviglia?
«Perché il M5S parla di attacco alla democrazia se è fuori da un’intesa e definiva accordo politico, invece, quando era concorde su un’altra ipotesi di legge elettorale. Esiste uno strumento parlamentare, che si chiama voto di fiducia, cui si può ricorrere. 11 Movimento 5 Stelle, in questa vicenda, ha dimostrato diverse contraddizioni».
A cosa si riferisce?
«Il M5S aveva sempre sostenuto che ogni parlamentare doveva assumersi in maniera palese le sue responsabilità politiche, criticando il ricorso al voto segreto che invece, in questo caso, ha chiesto».
Difende questa legge elettorale?
«Contiene molti elementi positivi, come i 231 candidati di collegio che ritornano, i nomi sulle schede elettorale, il proporzionale per scegliere i due terzi dei deputati. Era necessario dare al Paese una omogenea legge elettorale per andare alle urne a fine legislatura».
È la migliore legge possibile?
«Ogni legge è frutto di un compromesso politico, ognuno deve rinunciare a qualcosa. Era l’unica legge possibile».
Cosa pensa dell’intervento di Giorgio Napolitano al Senato?
«Come sempre ha detto con chiarezza ciò che pensa, ribadendo che il meglio è nemico del bene. Non si poteva lasciare il Paese allo sbando, senza une legge elettorale».
Vi presenterete da soli alle elezioni?
«Sì. Crediamo che ci sia una sfida nuova alle elezioni del 2018. Non si può farla con strumenti vecchi. Ap ha una forte identità, avallata dagli elettori alle Europee dove avemmo un milione e 200mila voti».
Quali prospettive elettorali pensa abbia il suo partito?
«I sondaggi ci danno al 3 per cento, ma alle recenti elezioni amministrative siamo arrivati al 5-6 per cento in Campania come in Lombardia. Ci sentiamo una forza moderata, che non fa della sua politica uno scontro tra tifoserie».
È chiusa la vostra esperienza di alleati del Pd?
«L’alleanza è nata, in maniera responsabile, dopo elezioni in cui tutti, tranne il MSS, avevano perso. Prima un governo istituzionale di larghe intese, poi con Ncd e Ap un governo di ricostruzione del Paese. Consideriamo, a fine legislatura, il Pd non un nemico, ma una forza diversa da noi e ci fa piacere che, uscendo dalla maggioranza di governo, Mdp abbia riconosciuto la nostra incidenza su molti provvedimenti».
Recriminazioni sull’azione di governo?
«Non siamo riusciti a essere efficaci per introdurre più riforme sulla giustizia Non c’è stato, su questo tema, il necessario coraggio della buona politica».
Quali ritenete i vostri interlocutori a destra?
«Cerchiamo interlocutori che vogliano, con noi, costruire un’area moderata popolare. Guardiamo alle forze che sono nel Ppe. Forza Italia dovrà fare le sue scelte».
Rinnega la storia in Forza Italia?
«Mai, è stata una storia importante. Ne ho rispetto, ma gli elettori si conquistano con le proposte. Non andiamo da nessuno con il cappello in mano, ci consideriamo uno dei pilastri tra le forze moderate».