Le parole del Papa sull'accanimento terapeutico e sull'eutanasia mi sembrano chiarissime: no all'accanimento terapeutico, no all'eutanasia.

Le parole del Papa sull’accanimento terapeutico e sull’eutanasia mi sembrano chiarissime: no all’accanimento terapeutico, no all’eutanasia.
Che non siano una innovazione del magistero si preoccupa di sottolinearlo anche Papa Francesco, che non a caso cita Pio XII (1957), la dichiarazione della congregazione per la Dottrina della fede (1980) e il Catechismo della Chiesa cattolica (1992).
Il no della Chiesa all’accanimento terapeutico in nome della dignità della persona anche nella morte è un dato acquisito. Così come il no all’eutanasia, il Papa lo ripete più volte. Prima di leggere nelle sue parole l’assenso all’autodeterminazione, come ho letto in alcune sintesi stampa, ci andrei cauto, e inviterei a leggerle fino in fondo, quando parla di dialogo con i medici, di prossimità responsabile, di amore e vicinanza, di cure palliative e dell’imperativo categorico di non abbandonare mai il malato. Sono parole che mi confermano nel mio no all’attuale legge sul biotestamento, proprio perché in essa vedo una deriva eutanasica.
Come dice il papa, serve un supplemento di saggezza, più pacatezza nel discutere di questi temi, più riflessione e soluzioni normative il più possibile condivise.