La quarta gamba arriverà terza: supereremo FdI

Intervista a Libero del 7 gennaio 2018

L’ex ministro dei Trasporti: possiamo arrivare al 5%, chi non vuole l’alleanza con noi si ricordi che nelle Regioni governiamo insieme

Maurizio Lupi guarda la quarta gamba che cresce e mette nel mirino Fratelli d’Italia: «La terza forza del centrodestra saremo noi».

Cosa ci sta a fare nel centrodestra una persona che ha governato con il centrosinistra?
«Io sono un uomo di centrodestra. Ncd nasceva per dare alla destra italiana un futuro nuovo».

Nei territori in effetti avete sempre continuato a collaborare con Berlusconi…
« In Lombardia, in Liguria, nel Lazio abbiamo sempre sostenuto coalizioni di centrodestra».

Nella quarta gamba del centrodestra è entrata “Idea” di Quagliariello. Siete al completo?
«Quello a cui abbiamo lavorato in questi giorni aveva come obiettivo costruire una forza politica che potesse dare voce a elettori moderati che non si sentono rappresentati. Nasce così “Noi con l’Italia”».

Poi cosa è successo?
«Poi abbiamo continuato a lavorare dialogando con Udc e con chiunque altro volesse aderire a questa proposta».

E arriviamo all’accordo con Quagliariello…
«L’accordo con Cesa e ora con Quagliariello renderà il progetto la terza forza della coalizione».

Aspettate anche Parisi?
«Siamo aperti a chiunque abbia voglia di partecipare alla costruzione di questo soggetto politico».

L’addio di Vittorio Sgarbi è irreversibile?
«Sgarbi credo avrà il suo spazio, ma mi dispiace dover ammettere che andare uniti sarebbe stato difficile».

Perché un elettore dovrebbe votare voi e non Forza Italia?
«Perché credo che negli ultimi anni molti elettori che hanno votato Forza Italia prima, e Pdl dopo, non si siano sentiti più rappresentati e, infatti, si sono rifugiati nell’astensione».

Qual è la differenza tra voi e loro?
«Il nostro compito è quello di dare agli elettori moderati di centrodestra una possibilità in più oltre a quella di Forza Italia. Una proposta che non si fonda su una leadership carismatica, ma su un lavoro fatto insieme partendo da esperienze diverse che hanno a cuore il bene comune».

Invece sulle candidature? Quanti collegi avrete?
«Il nostro primo pensiero è la serietà della proposta. Abbiamo una legge elettorale che prevede per due terzi elezioni nel proporzionale e se riusciremo a superare lo scoglio del 3% saremo lì a batterci per le nostre proposte. Possiamo arrivare a un risultato tra il 4% e il 5%».

E nei collegi uninominali?
«Sul tema dei collegi uninominali le dico che siamo un partito molto radicato sul territorio. E in questo contesto dovremo scegliere le giuste personalità da candidare».

Quale criterio userete nella selezione dei candidati?
«Secondo me dovrebbero essere utilizzati due criteri: quello del peso del singolo partito di coalizione in base ai sondaggi e quello delle persone che meglio possono permettere la vittoria in quel collegio».

Cosa risponde a Matteo Salvini e Giorgia Meloni che non vogliono imbarcare riciclati?
«Non mi sembra che questo problema ci sia stato nelle elezioni Regionali e nelle Amministrative. Abbiamo sempre lavorato insieme».

Cosa resta delle speranze di Ap?
«Restano l’abolizione dell’Imu, la battaglia sulla famiglia… di cose ne abbiamo fatte».

È rimasto sorpreso della scelta di Angelino Alfano di non ricandidarsi? Immagino l’abbia saputo prima degli altri…
«Alfano ha dimostrato grande valore morale e politico. È riuscito con il suo gesto a ridare forza a un progetto che altrimenti avrebbe avuto problemi. Si, l’ho saputo prima. Ne abbiamo parlato e gli ho detto che in questi casi più che le parole contano i fatti».

Spera in un governo di larghe intese?
«Spero che questa coalizione possa vincere. Le larghe intese non sono mai una vittoria».

È favorevole alla clausola anti inclucio?
«Sono d’accordo, ma ho un paio di domande: in caso di paralisi di governo che si fa? Si può tornare subito alle elezioni, ma alla terza volta senza maggioranza cosa succede?».

Di Michele Di Lollo