Intervista al Corriere della Sera : «Noi, forza non solo locale. Logico che ci diano posti anche nella gara dei collegi»

Lupi daremo voti al centrodestra senza levarli agli altri
È stata dura. Mettersi assieme per formare il Quarto Polo venendo «da tradizioni comuni ma da esperienze che ultimamente erano state diverse», e siglare un’alleanza con partiti come la Lega e FdI che li hanno avversati: «È comprensibile, fin dall’inizio della legislatura loro erano fermamente all’opposizione, come anche Direzione Italia di Fitto, mentre FI partecipò al governo delle larghe intese». Ma adesso che il peggio è passato Maurizio Lupi — coordinatore di Noi con l’Italia — non crede affatto che il lavoro sia concluso: «La nostra sfida sarà passare da una forza con grande radicamento territoriale, visto che siamo presenti e forti in tutte le regioni, ad un partito con identità chiara e definita, liberale, cattolico e riformista».
In effetti c’è il rischio che siate visti soprattutto come portatori di voti locali al centrodestra. Come evitarlo?
«Con una proposta politica seria e responsabile, che è ciò per cui vogliamo caratterizzarci. Non saremo quelli che promettono miracoli o snocciolano promesse impossibili o soffiano sulle paure degli italiani. Vogliamo al contrario essere una forza che indica gli obiettivi raggiungibili, mettendo al centro la famiglia, la società e le sue espressioni dall’associazionismo alle categorie, le imprese e non l’assistenzialismo dello Stato».
Non semplice considerando che i vostri alleati parlano di flat tax, innalzamento delle pensioni…
«Ecco, per essere chiari: tutti pensiamo che la riduzione e la semplificazione delle aliquote sia necessaria, ma parlare di una tassa unica al 13%, come fa la Lega, è non fare i conti con la realtà. Con gradualità, tenendo conto delle risorse, si può partire da interventi mirati, iniziando a venire incontro alle famiglie, magari applicando il fattore famiglia, operazione non da l00 ma da 6-7 miliardi».
Vi basta rappresentare la forza responsabile della coalizione per arrivare al 3%?
«È un obiettivo assolutamente alla nostra portata, le forze che si sono riunite in Noi con l’Italia hanno sempre superato il milione di voti in tutte le ultime tornate elettorali. Non vogliamo sottrarre voti agli alleati, pensiamo che le diversità in una coalizione possano essere una ricchezza, e cercheremo di guadagnarci il consenso di chi non vota per FI, Lega, FdI ma cerca una proposta diversa. Siamo convinti che ci sia bisogno di una forza che pone al centro il dialogo con i cittadini, l’educazione, la famiglia, il lavoro».
Ed è su questa base che chiedete candidature nell’uninominale? Anche lei si presenterà in un collegio?
«Siamo al tavolo delle candidature tutti assieme e tutti assieme decideremo chi e dove è bene si candidi, per avere il massimo consenso possibile. I nostri voti possono essere decisivi per vincere, siamo presenti nelle giunte di regioni come la Lombardia, la Sicilia, la Liguria, quindi ci sembra logico partecipare alla corsa anche nei collegi uninominali. Con l’accordo di tutti, senza veti né preclusioni».
Intervista sul Corriere della Sera di Paola Di Caro del 15/01/2017