Lupi: «Noi contrappeso della Lega»

«Pari dignità nel programma e nella rappresentanza». Il braccio di ferro sulla partecipazione della quarta formazione nel centrodestra si chiude positivamente. L’obiettivo è riequilibrare la coalizione e se sarà a trazione Salvini-Le Pen o del Ppe, «Lo diranno gli elettori» spiega Maurizio Lupi che ha creduto fino all’ultimo in un accordo.
Lupi, è vero che ha minacciato di candidarsi in Lombardia per far perdere Fontana?
«Non ho mai pensato alla politica come minaccia, tantomeno nella mia regione. Invece si riconosce che con una coalizione più ricca e diversa, da chi porta il proprio contributo di elettori, la proposta politica è più adeguata a governare il Paese. Il nostro è un contributo di concretezza, serietà e moderazione. Parliamo ad altri mondi che altrimenti non voterebbero centrodestra”.

Chi ha ceduto e cosa avete ottenuto? 
«Se si fa parte di una coalizione, deve essere riconosciuta pari dignità pur nelle oggettive differenze di peso (elettorale, ndc). L’abbiamo ottenuta nel programma e nella rappresentanza, nei collegi uninominali e per una presenza forte nei territori».
In una trentina di collegi? 
«Oltre ai 21 spettanti alla nostra formazione ci sarà una quota di collegi aggiuntivi che abbiamo concordato con Forza Italia, in considerazione del nostro peso su alcuni territori. Penso alla Sicilia, la Puglia ma anche la Lombardia».
Intanto c’è un programma firmato dagli altri tre leader. C’è l’azzeramento della Fornero, la mannaia su ogni tipo di tassa, espulsioni di clandestini… Siete d’accordo su tutto?
«Sono i punti del programma che accomunano la coalizione e per noi meno tasse significano soprattutto per famiglie e imprese. Poi vedremo le modalità, ad esempio su una flat tax progressiva. Sulla Fornero dopo sei anni e nove modifiche è giusto riscriverla senza distruggere il sistema e con il realismo delle risorse disponibili. Poi la Lega sui vaccini farà la sua battaglia, noi faremo la nostra che è per mantenere l’obbligo. Grande differenza anche sulla riapertura delle case chiuse: noi difendiamo le conquiste della legge Merlin».
Coalizione un po’ troppo a trazione leghista? 
«Lo scopo della nostra presenza è di spostare e ribilanciare al centro. C’è un’offerta plurale, poi saranno gli elettori a dire se sarà a trazione Lega o del Ppe. L’asse portante sarà la somma tra noi e Forza Italia».
E l’asse Salvini-Bongiorno è un addio al garantismo?
«Non credo che tanti anni di battaglie e impegno possano essere dimenticati, specialmente da Forza Italia».
L’avvocata Bongiomo ha detto che Andreotti avrebbe approvato la scelta…
«Da giovane andreottiano ho avuto la fortuna di conoscerlo e pure molto bene. Non credo proprio che andrebbe in quella direzione. Ma forse anche la Lega potrà prendere qualcosa dai suoi insegnamenti politici».

Intervista pubblicata su Nuova Ferrara, Nuova Venezia-Mattino di Padova-Tribuna di Treviso, Piccolo del 20/01/2018 di Nicola Corda