Se ci annullano la lista rischiamo di mancare il 3%

Intervista al Corriere della Sera
«Una follia, è un caso pazzesco, ci stanno facendo tutti una figura del cavolo».
Maurizio Lupi, di Noi con l’Italia, è inviperito per la vicenda delle candidature a rischio. Cominciamo dall’inizio.
Cos’è successo?
«È successo che il magistrato della corte d’Appello della circoscrizione 1 e 4 ha detto che mancava tra gli atti il documento di collegamento alla coalizione di Noi con l’Italia. E quindi mancando questo, avrebbe dovuto essere presentata anche la documentazione dei candidati all’uninominale».
E perché non l’avete consegnato questo documento?
«Perché non è previsto dal regolamento. È solo Forza Italia che deve presentarlo, per tutta la coalizione».
Sì? La magistrata, però, non la pensa così.
«Ma tutti i magistrati di tutta Italia la pensano diversamente da lei».
Cioè, questo documento non è stato presentato da nessuna parte e nessuno ha eccepito?
«Esatto. Per vedere se siamo apparentati, bastava chiedere il documento originario firmato da tutti i partiti in cui lo si dichiarava. Oppure chiederci un’integrazione dei documenti».
Per colpa vostra, se è vostra, rischiano 17 candidati di tutta la coalizione. O è colpa di Forza Italia?
«Non è colpa di nessuno. La legge è stata rispettata alla parola. Ma le dico di più. Abbiamo chiesto al ministero dell’Interno una spiegazione e ci hanno mandato una lettera in cui si dice che abbiamo ragione».
A posto allora.
«No, perché l’abbiamo girato alla giudice, che ha deciso di non tenerne conto».
E perché?
«E che ne so, è assurdo. Alla porta accanto si decide in modo opposto. Che giustizia è?».
In realtà spesso le decisioni dei magistrati sono difformi.
«Ma qui è clamoroso. Stiamo parlando di elezioni. Rischiano i candidati, ma è più probabile che ci annullino la nostra lista».
E in quel caso cosa succede?
«Sono sicuro che non succederà. Ma fosse così rischiamo di non arrivare al 3 per cento. È La Lombardia, questa, mica il Molise».
Ora c’è il ricorso in Cassazione.
«Sì. Se ci danno torto succede un casino tale che non voglio neanche pensarci».
Intervista al Corriere della Sera del 01/02/2018 di Alessandro Trocino