Alfie: altro che accanimento terapeutico, in questa vicenda si sta esercitando un accanimento giudiziario degno di miglior causa.

Dopo nove ore in cui ha respirato da solo nonostante il distacco della macchina che, a detta di giudici e medici britannici, “lo teneva in vita”, ad Alfie sono stati ridati “ossigeno e acqua”, come ha detto sua mamma.
Altro che accanimento terapeutico, in questa vicenda si sta esercitando un accanimento giudiziario degno di miglior causa.
La concessione della cittadinanza italiana da parte dei ministri Alfano e Minniti, la disponibilità dell’ospedale vaticano, la mobilitazione di papa Francesco e questo fatto per loro inaspettato, questo segnale imperioso di vita che Alfie ha dato, dovrebbero far recedere i giudici britannici dalla loro ostinata volontà di far morire Alfie “per il suo bene” e permetterne il trasferimento al Bambino Gesù.
Non mi interessa in questo momento il dibattito generale sull’eutanasia, mi interessa che a quel bambino sia data una #possibilità, anche solo la possibilità di cure palliative, anche solo la possibilità di morire naturalmente, nell’amore dei suoi genitori e nell’affetto di chi si è offerto di prenderlo in cura.
L’idea che lo stato sia padrone della vita di un bambino è insopportabile.