Governo Lega-M5S: Più che un contratto sembra un libro dei sogni, che per molti italiani corrispondono a incubi

Più che un contratto sembra un cesto in cui ognuno ha buttato dentro i suoi sogni, che per molti italiani corrispondono a incubi.
Dopo anni di denuncia della partitocrazia scopriamo che i famigerati caminetti oggi si chiamano Comitato di Conciliazione al quale, tra l’altro, viene assegnato un incomprensibile potere di decisione sulle grandi opere pubbliche. L’Italia ha bisogno di meno statalismo e più sussidiarietà e ora invece avremo a che fare con una banca pubblica sotto il diretto controllo del ministero dell’Economia e di quello dello Sviluppo.
Sul lavoro da una parte si reintroducono i voucher (bene) e dall’altra il reddito di cittadinanza che è sostanzialmente un finanziamento della disoccupazione.
Per la #famiglia si promettono generici aiuti ma del vero strumento necessario, quello sul piano fiscale attraverso l’introduzione del fattore famiglia, non c’è traccia.
Nel capitolo sulla scuola, dove si parla genericamente di qualità, si evita di dire che merito e qualità sono il frutto di un sistema scolastico libero nel quale sia garantita effettiva parità e autonomia delle scuole. Invece si vede molta preoccupazione per il ‘legame tra docenti e territorio’, un modo raffinato per lisciare il pelo agli insegnanti che vogliono il posto di fianco a casa. Preoccupa anche la critica all’alternanza scuola-lavoro. Più che una preoccupazione educativa che metta al centro i ragazzi, il capitolo sulla scuola tradisce un linguaggio sindacalese-occupazionale che voglia ingraziarsi i docenti.
Un’ultima contraddizione da segnalare: non manca l’appello all’ambiente con il conseguente proposito di passare da diesel e benzina all’elettrico. È esattamente quello che succederebbe se si realizzasse la #Tav Torino-Lione, che nell’arco di dieci anni toglierebbe 1.300.000 Tir, e i loro scarichi diesel, dai valichi del Frejus, del Bianco e di Ventimiglia.
Ma i 5 stelle con l’ambiente, gli scarichi e i rifiuti hanno un rapporto strano, sognano ancora che l’inceneritore di Parma non entri in funzione.