«Noi alternativi ma non tratteremo questo governo da male assoluto. Faremo un’opposizione intelligente» 

«Noi alternativi ma non tratteremo questo governo da male assoluto. Faremo un’opposizione intelligente»

L’intervista di Giuseppe Alberto Falci  sul Corriere della Sera del 06/06/2018
 
«Il premier non si è assolutamente distaccato dal contratto di governo che avevano sottoscritto Lega e M5S e di cui è il garante e l’interprete».
E oggi lei, Maurizio Lupi (parlamentare e coordinato-re nazionale di Noi con l’Italia), come si comporterà a Montecitorio? Darà la fiducia all’esecutivo guidato dal professor Giuseppe Conte?
«Voteremo contro, perché il programma è espressione assoluta di una guida pentastellata. Ma non bisogna commettere l’errore che oggi sta facendo la sinistra: questo governo non è il male assoluto. Noi voteremo contro ma faremo opposizione intelligente, perché riteniamo che la proposta legastellata riporti le lancette indietro. Dopodiché occorre fare un ragionamento…».
Prego…
«L’esecutivo appena nato è un esecutivo politico espressione del voto dello scorso 4 marzo. Dobbiamo comprendere, come ci ha ricordato tempo fa papa Francesco, che stiamo vivendo un cambia-mento d’epoca, anche in politica. E allora da oggi la cosa importante è rimboccarsi le maniche e costruire una alter-nativa politica forte che possa inglobare chi ancora ritiene importante una proposta moderata e liberale».
Il governo di Movimento Cinque Stelle e Lega segna la fine del centrodestra?
«Ma no. Come nel 2013, Berlusconi portò le istanze del programma del centrodestra nell’esecutivo di Enrico Letta. Oggi Salvini dovrà essere la sentinella del centrodestra all’interno del governo Conte. Mi fa piacere, ad esempio, che sia stato reintrodotto il ministero alla Famiglia…».
Qual è il suo giudizio sul discorso del neopremier Conte?
«L’ho sentito e ascoltato con attenzione. L’unico giudizio che posso dare è in bocca al lupo».
Dia un voto.
«Preferisco non darne. Posso solo dire che ho percepito nelle sue parole tanta buona volontà, ma più che un avvocato del popolo mi è sembrato un attuatore di un programma che gli è stato presentato da due clienti».
Qual è la parte del contratto di governo che riscriverebbe?
«Inorridisco al solo ascoltare la parte della giustizia. La corruzione non si combatte solo con la legge, con l’inasprimento delle pene. Ma ci vuole prima di ogni cosa una rivoluzione educativa che parta dal basso. Mi auguro che la Lega posso controbilanciare questa deriva giustizialista. Poi, certo, ci sono altre parti contraddittorie del programma. Penso alle infrastrutture. Il governatore della Lombardia dice sì alla Pedemontana, Chiamparino invoca la Tav. Prevarrà questa posizione o quella di Toninelli che predilige la bici?».
Cosa ne pensa dell’apertura del premier Conte alle opposizioni?
«Credo che questo sia il compito di un premier. Ecco, l’intelligenza di un presidente del Consiglio è anche quella di cogliere e comprendere le istanze delle opposizioni. Poi c’è un altro elemento: il ruolo del Parlamento. Lavorerò affinché il Parlamento ritorni il luogo del dialogo».
Resterà nel solco del centrodestra o potrebbe un giorno cambiare idea e magari sostenere l’esecutivo di Conte?
«Questo governo offre una grande opportunità a chi crede che sussidiarietà e solidarietà siano una risposta più giusta dello statalismo, a chi crede che il lavoro è meglio del reddito di cittadinanza, che parità scolastica e autonomia della scuola siano obiettivi imprescindibili. Abbiamo l’opportunità di costruire una proposta politica che persegua questi obiettivi. No, non appoggeremo il governo Conte».